Test con l'autovelox a Modena: sulle strade si corre come in pista
Risultati desolanti delle verifiche effettuate con l'Associazione vittime della strada: a Modena, Castelfranco e Nonantola pochi rispettano i limiti di velocità
MODENA. Un ordinario sabato ad alta velocità. Non basta un autovelox per far alzare il piede dall’acceleratore a tanti modenesi. Per dimostrarlo, Franco Piacentini ha preso il suo telelaser e s’è piazzato in tre luoghi strategici di Modena e provincia. Se lo strumento fosse stato in funzione per le forze dell’ordine avrebbe fruttato migliaia di euro. La rilevazione è stata fatta, invece, dal responsabile modenese dell’associazione “Vittime della strada”.
CASTELFRANCO. L’esperimento è iniziato verso le 10.10 davanti all’oratorio della Beata Vergine degli Angeli di Castelfranco. Nemmeno il tempo d’installare l’apparecchio e già i valori erano alti: 73, 86, 81… Non sono i numeri della tombola, ma i valori in chilometri orari. Il limite per la strada, all’incrocio con la tangenziale che conduce a Bologna, è di cinquanta. Infrangere di oltre dieci chilometri orari il limite può comportare una sanzione compresa tra i 159 e i 639 euro. Inoltre, chi spinge troppo sul pedale dell’acceleratore o dà troppo gas alla moto perde tre punti della patente. Le vetture su cui era puntato il telelaser viaggiavano in direzione ovest, in uscita dalla cittadina del tortellino. Alcuni automobilisti rallentavano vedendo l’apparecchio, altri andavano avanti come se nulla fosse. «Qualche indisciplinato capita - ha spiegato Piacentini - ho già beccato un paio che andavano oltre gli ottanta chilometri orari». Non è passato quasi minuto senza che non vi fosse un’infrazione rilevata.
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NONANTOLA. Assolta per “insufficienza di prove” la zona di Nonantola davanti alla Nosadella, la squadra s’è piazzata nella tangenziale di Modena. Il luogo, anche questa volta, non era casuale. La zona della trattoria è nota per un “incrocio killer”; lo spazio in cui Piacentini ha posizionato l’apparecchio è poco lontano da dove dovrebbe essere installato un autovelox. Ancora una volta, il responsabile ha posizionato il telelaser su un treppiedi e ha iniziato a lavorare. Un’auto doveva essere un mezzo di pronto soccorso in “borghese”, dato che ha raggiunto i 118 chilometri orari. Una signora alla guida ha continuato a guardare l’apparecchio all’altezza di un distributore di carburante, in direzione Bologna, anche dopo averlo superato. Se ci fosse stato un ostacolo improvviso avrebbe faticato a evitarlo. In generale, molti sarebbero stati “promossi a pieni voti” ovvero 110 se si fosse trattato del voto di laurea. Essendo il codice della strada, avrebbero dovuto pagare ciascuno dai cinquecento ai duemila euro, perdere sei punti dalla patente e “salutarla” per un periodo compreso tra uno e tre mesi. «Ne ho trovati diversi sopra i 110 chilometri all’ora - ha confermato Piacentini - basta che ci sia un momento la strada libera…». Non sono sempre le persone che conducono i bolidi ad avere i comportamenti più indisciplinati. Una persona al volante di una Ferrari ha sfiorato gli ottanta chilometri orari. Quasi un cartellino giallo rispetto ad altri interventi da espulsione e squalifica per diversi turni con cilindrate inferiori. Verso le 11.30 è finita anche la fase due in tangenziale.
VIALE ITALIA. La terza e ultima tappa è stata in viale Italia, all’altezza dell’incrocio con strada degli Schiocchi. Nello spartitraffico c’è una sagoma con la scritta “Che non succeda più”. La mente torna al 6 aprile scorso, quando Matteo Testoni perse la vita mentre attraversava al semaforo. Aveva 15 anni. «Il mio scopo, condiviso anche dal sindaco - ha spiegato a settembre Ileana Tonelli, la madre - è che la morte di Matteo non sia stata inutile ma possa salvare altre vite, anche in considerazione del fatto che nelle vicinanze ci sono scuole e passano molti ragazzi». Mentre vedevamo la sagoma, tre studentesse si precipitavano dall’altro lato della strada per prendere il bus. Il semaforo pedonale era rosso. Lo diventerà più volte per le auto e le moto, spesso pizzicate oltre i 70 in un tratto in cui il limite, come il resto della città, è fissato a 50. «Sapete che è morto un ragazzo questa Pasqua?», ha raccontato un uomo prima di andare via. Annuiamo. «Purtroppo va così - ha concluso - qui corrono sempre».
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