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Jobs Act, cosa rimane dopo? Un convegno della Cgil

Jobs Act, cosa rimane dopo? Un convegno della Cgil

“Cosa rimane dopo il Jobs Act” è la denominazione dell’iniziativa promossa a Modena dal sindacato Cgil per domani pomeriggio. L’appuntamento sarà alle 17 presso la sala “9 Gennaio 1950” della sede...

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“Cosa rimane dopo il Jobs Act” è la denominazione dell’iniziativa promossa a Modena dal sindacato Cgil per domani pomeriggio. L’appuntamento sarà alle 17 presso la sala “9 Gennaio 1950” della sede Cgil in piazza Cittadella 36. A discutere sul tema sono stati invitati il professor Francesco Basenghi, ordinario di diritto del lavoro Unimore, Marta Fana, ricercatrice in Economia presso l'Institut d'Etudes Politiques di Sciences Po Parigi, e Fausto Durante, responsabile Cgil nazionale per le politiche europee e internazionali. Coordina il dibatto Claudio Riso della segreteria Cgil Modena.

Il Jobs Act ha modificato radicalmente l'impianto del diritto del lavoro, del sistema di tutele e anche delle relazioni sindacali costruite nel tempo.

«Si configura infatti un cambio -dice Cgil nel presentare l’incontro - nell'equilibrio dei poteri tra datore di lavoro e lavoratori, diversamente da quanto era stato disciplinato con lo Statuto dei Lavoratori del 1970 che, riconoscendo un dislivello tra lavoro e impresa, aveva introdotto strumenti di riequilibrio del potere del datore di lavoro a garanzia dei lavoratori. Sostenuti da un’imponente operazione propagandistica, gli obiettivi dichiarati dal Governo - cancellazione dei contratti precari, equiparazione tra tutti i lavoratori, creazione di nuovi posti di lavoro (pure in presenza di una crisi economica dagli effetti economici e sociali devastanti) - si scontrano con una realtà che nella contrattazione, nella vertenzialità e negli effetti reali sul tessuto economico, è profondamente diversa. Le disuguaglianze rimangono tutte inalterate - dice ancora Cgil - si fanno prepotentemente spazio nuove forme di precarietà, a partire da quelle alimentate dal sistema dei voucher e da forme di “lavoro volontario”, non si registra ad oggi creazione di nuovi rapporti di lavoro. Poi si è aperto nel nostro Paese un dibattito sull'introduzione per legge di un salario minimo che rischia di diventare un escamotage per non applicare i contratti nazionali».

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