Gazzetta di Modena

Modena

Quando i sassolesi partivano per il fronte

di Giovanna Frigieri
Quando i sassolesi partivano per il fronte

Immagini inedite, racconti, storie di famiglie nell’incontro sui 70 anni della seconda guerra mondiale

2 MINUTI DI LETTURA





Un interessante incontro, con testimonianze e anche immagini inedite, si è tenuto l'altra sera in sala Biasin, dedicato al settantesimo anniversario della Resistenza e della seconda guerra mondiale.

“Quando c'era la guerra. Sassuolo e i sassolesi nei giorni difficili”, era il titolo della conferenza dove sono state mostrate delle foto d'epoca che ripercorrono il periodo che va dall'8 settembre 1943 al 25 aprile 1945 e che a Sassuolo raramente si erano viste. Ci sono state anche testimonianze dirette di congiunti di soldati deportati e di partigiani.

L'iniziativa è stata organizzata dall'Anpi e ha avuto il patrocinio del Comune, per cui era presente l'assessore Gregorio Schenetti.

Molti i temi trattati ma è stato utile, l'incontro, soprattutto per cercare di rendere l'idea del “clima di guerra” che si respirava in quel periodo e che risulta difficile da capire in quest'epoca, dove i conflitti sono presenti ma al momento distanti da noi.

Tra le foto si è visto il giuramento dei soldati sassolesi prima della partenza e si nota, secondo i relatori, un tipo di "cultura militarizzata".

«È evidente anche in un'immagine - ha spiegato Antonia Bertoni, presidente dell'Anpi - di una manifestazione in piazza Garibaldi con i ragazzi delle scuole. Qui si nota lo spirito violento trasmesso e insegnato nel periodo. Questo desiderio di guerra lo si vede anche in un'altra storica foto presso il Collegio San Carlo. Vi sono ritratti giovani studenti sistemati lungo la scalinata con il fucile in mano. Questa era la visione con la quale veniva educata la giovane generazione».

È stata l'occasione per raccontare storie di guerra e resistenza, una in particolare molto toccante, partita da una cartolina scritta a Otello Bertoni, un ragazzo di 16 anni che era diventato fascista.

«Il ragazzo - ha spiegato la presidente dall'Anpi - aveva fatto finta di avere 18 anni per poter entrare nelle forze armate. Eraentrato in marina senza dire nulla ai genitori. Loro, che erano perseguitati dai fascisti, non capirono il gesto del figlio. Alcuni amici scrissero a Otello dicendogli che il padre, non essendo d'accordo con la sua iniziativa, si era arrabbiato. Furono gli amici a contattare Otello e a cercare di convincerlo a tornare dalla madre e dal padre...».

Queste e altre testimonianze sono state raccolte, a voce o sulla base di materiale cartaceo ritrovato e portato da parenti e famigliari di chi ha vissuto la guerra, in un incontro che non resterà isolato. Sono previsti infatti altri appuntamenti dedicati al tema, che a Sassuolo continua a toccare molte sensibilità. Anche in occasione dello scorso 25 Aprile furono numerosissime le iniziative non solo delle associazioni, ma anche di gruppi giovanili in tutta la città.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google