Gazzetta di Modena

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Torna il Get, un altro anno a fianco degli adolescenti

di Gabriele Bassanetti
Torna il Get, un altro anno a fianco degli adolescenti

Il Comune rilancia l’alleanza con il Gruppo educativo territoriale di Sant’Antonio L’assessore Savigni: «Il sostegno ai più giovani è un obiettivo irrinunciabile»

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La valutazione del Comune, dell'Unità pastorale e del Coordinamento pedagogico distrettuale è stata positiva e quindi il Gruppo educativo territoriale Sassuolo centro, l'unico presente in città, avvia un altro anno di sperimentazione, per il periodo 2015-2016, ancora una volta sostenuto dal Comune e dalla Fondazione Cassa di Risparmio che finanzia 50mila dei 65mila euro complessivi del progetto. I Get, Gruppi educativi territoriali, hanno l'obiettivo di assistere nello studio e anche nel miglioramento delle relazioni sociali ragazzi in età da scuola media che per diversi motivi incontrano difficoltà nella scuola. I soggetti sono segnalati dalle scuole stesse o dal Comune e vengono coinvolti in una serie di attività di cui lo studio e il recupero sono solo un aspetto.

Una volta, solo pochi anni fa, Sassuolo aveva tre Get, a Braida, Pontenuovo e in centro. Ma i tempi sono cambiati, le disponibilità economiche anche e di taglio in taglio si era arrivati alla soppressione del servizio. Che invece è ripartito a gennaio di quest'anno con un solo Get, che ha come base la chiesa di Sant'Antonio: hanno partecipato a questa prima esperienza più di 50 ragazzi provenienti da tutte le quattro scuole medie del territorio, seguiti da sei educatori. Le attività previste sono state molto varie, e disseminate nei cinque pomeriggi settimanali: sono state coinvolte le realtà socio-educative locali e le associazioni di volontariato impegnate negli stessi ambiti, che hanno collaborato con gli educatori per offrire ai ragazzi delle proposte e delle occasioni, ad esempio Nuovamente, il Centro per le Famiglie, la biblioteca Leontine.

Il Get si è confermato molto diverso da un dopo-scuola e ha puntato sullo sviluppo di capacità di relazione e di atteggiamenti positivi e prevenzione del disagio sociale: il tempo del pomeriggio è stato quindi suddiviso in due fasce orarie: dalle 14 alle 15.30 i ragazzi hanno svolto attività di studio, compiti e lavori di gruppo, presso la parrocchia di Sant'Antonio; dalle 15.30 alle 17, a seconda della zona di provenienza, sono stati indirizzati all'Oratorio don Bosco o all'Oratorio della Consolata dove hanno partecipato ai laboratori musicali, ad attività sportive, artistiche, pratiche.

Il progetto entra quindi in un secondo anno di prova al termine del quale dovrebbe consolidarsi in via definitiva.

«Proseguiamo questa esperienza - ha spiegato l'assessore alle politiche educative Mimma Savigni - perché riteniamo che il sostegno educativo alla fascia dell'adolescenza, quella che spesso è la più problematica, sia irrinunciabile».

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