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Via Barozzi sott’accusa: troppo pericolosa

Via Barozzi sott’accusa: troppo pericolosa

All’indomani dell’incidente in cui ha perso la vita un novantenne si ripropone il problema sicurezza

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Una decina di incidenti dall’inizio dell’anno quattro dei quali molto gravi. Coinvolti pedoni, moto e auto. Viale Barozzi continua a essere una strada pericolosa in centro città e i residenti, già lo scorso marzo, avevano chiesto a gran voce un intervento deciso del Comune per ridisegnare l’assetto della sicurezza per tutti.

L’ultimo a farne le spese è stato Pier Luigi Bellentani, modenese novantenne che abitava in via Volta. Mentre attraversava la strada l’altra sera in un luogo poco visibile e lontano dall e strisce pedonali, è stato investito da un 22enne modenese alla guida di una Dacia Duster. L’anziano ha iniziato ad attraversare viale Barozzi all’altezza dell’incrocio con via Aggiunti: è sbucato in strada tra due vetture in sosta.

L’urto è stato così violento che il pensionato ha perso la vita durante i soccorsi. Il giovane conducente, disperato, ripeteva che non stava andando veloce.

Saranno gli accertamenti della polizia municipale a stabilire se la velocità sia davvero contata oppure no e se il pedone percorresse una traiettoria sufficientemente sicura. Resta il fatto che ancora una volta in viale Barozzi si è formata una scia di sangue.

«Non è possibile che quella strada sia di nuovo al centro di un incidente grave - spiega Franco Piacentini dell’associazione “Familiari e vittime della strada” - in questo caso l’attenzione va sul pedone, da quanto si è capito, ma è necessario che tutti prestino attenzione in quel tratto. Tutti».

In viale Barozzi, infatti, dall’inizio dell’anno si sono susseguiti incidenti gravi con ogni tipo di mezzo, a dimostrazione che non sempre è la velocità il fattore chiave, anche se la velocità molto elevata in quel tratto stradale è da sempre sotto gli occhi di tutti.

C’è ad esempio lo svincolo per via Campori, quello che riporta verso il centro storico, che spesso provoca manovre azzardate o distrazioni gravi. In marzo uno schianto tra un furgone e una Fiat 500 ha provocato tre feriti, uno dei quali grave. E solo il 24 settembre scorso lì si è schiantata una moto contro un’auto.

Poi ci sono i tentativi di evitare manovre scorrette che portano all’incidente, come successo in febbraio: due auto si sono urtate e una è finita contro un palo. C’è l’alto rischio di scontro tra chi passa in rettilineo e chi entra in strada da via Rangoni. Infine, il 20 settembre il drammatico investimento di un 23enne modenese ad opera di un pirata della strada che poi si è costituito alla polizia stradale.

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