Maxi deposito di corriere: l’apertura col nuovo anno
Pavullo. Il fabbricato, in zona Torba, è quasi finito e ora si lavora alle certificazioni Il sindaco: «Superati i problemi dovuti a difficoltà economiche di una azienda»
PAVULLO. Sono ormai ultimati a Pavullo i lavori per la realizzazione del nuovo deposito bus di Seta in zona Torba. Il fabbricato è praticamente finito, e si sta provvedendo alle certificazioni che fanno da preludio alla consegna materiale dell'opera che, vista la chiusura di cantiere prevista per il 31 dicembre, dovrebbe avvenire a inizio 2016, portando una sorta di rivoluzione logistica in centro liberando gli spazi sotto il palazzo Domus. L'argomento è stato affrontato nel Consiglio comunale di sabato attraverso un'interpellanza presentata tra le fila dell'opposizione da Giuseppe Melchiorri (Gruppo misto), che ha posto una serie di quesiti a riguardo visto l'allungamento dei tempi di realizzazione e l'importanza attribuita all'intervento dall'amministrazione: «Già tre anni fa – ha osservato - il sindaco annunciava l'imminente avvio dei lavori, ma tuttora il deposito, che dall'esterno sembrerebbe ultimato, non risulta ancora consegnato». Di qui la richiesta di conoscere «il nome dell'impresa che ha realizzato l'immobile, il motivo per cui non è stato ancora consegnato; se è vero che mancherebbero le certificazioni necessarie per l'utilizzo e, nel caso, perché; se è vero che l'impresa che ha realizzato l'immobile avrebbe importanti pendenze economiche con imprese locali e starebbe ipotizzando il ricorso al concordato». Gli ha risposto direttamente il sindaco Romano Canovi, ringraziando per la possibilità di fare il punto su questo cantiere da 2,4 milioni «che era un obiettivo di legislatura e nonostante i tempi e le difficoltà arriva a termine permettendo di spostare il deposito sotto il palazzo Domus con tutta l'officina meccanica, efficientando il sistema». Ha quindi spiegato che l'appalto era stato vinto dal raggruppamento temporaneo d'imprese composto da Cooperativa di Costruzioni di Modena, Iti Impresa Generale di Modena e Cooprocon di Pavullo. Ma la Cooperativa di Costruzioni nel febbraio 2015 ha presentato richiesta di concordato al Tribunale di Modena, in un contesto di difficoltà che ha visto lo stesso Comune non pagarle le quote di competenza relative a due stati di avanzamento lavori perché non aveva ricevuto le fatture quietanziate dei subappaltatori entro 20 giorni dal pagamento del precedente stato d'avanzamento. A marzo poi le è subentrata in cantiere la Sirem srl di Modena, avendo stipulato un contratto di affitto di azienda, che ha ultimato i lavori strutturali il 10 agosto. A metà settembre è stata fatta richiesta di utenze al gestore, perché solo allora sono state prese in carico le reti realizzate dai privati nell'ambito del piano particolareggiato “la Torba”. Finché le utenze non sono attive non è possibile fare certificazioni e collaudi, «ma – ha precisato Canovi – le operazioni adesso sono in corso».
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