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«In viale Barozzi a Modena solo rischi: ci vorrebbe un autovelox»

di Gabriele Farina
«In viale Barozzi a Modena solo rischi: ci vorrebbe un autovelox»

A Modena residenti ed esercenti reclamano soluzioni: «Le nostre vite sono in pericolo, le auto corrono e il semaforo è regolato male all’incrocio con via Rangoni»

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MODENA «Ogni volta che attraversiamo ci sono pericoli». La morte di Pier Luigi Bellentani, investito sabato sera in viale Barozzi, ha ridestato critiche da chi vive o lavora in zona. Verso chi? Verso sia chi corre troppo sia chi amministra la città. «Purtroppo s’è dovuto fare i conti con il morto - ha esordito Greta Scurani - ma le macchine non rispettano il pedonale, come la freccia gialla di via Rangoni. L’altro giorno mio marito è finito con le mani sul cofano di un’auto».

L'INCROCIO MALEDETTO La traversa dopo via Rangoni, andando verso viale Giardini, è via Aggiunti, dove Pier Luigi è scomparso sabato. Subito dopo l’incrocio tra via Rangoni e il viale c’è un semaforo. «Basterebbe spostarlo prima dell’incrocio - ha assicurato il titolare di un’attività commerciale della zona - altre volte è successo che un bus ha investito una persona che andava in bici». Talvolta, come notato dagli intervistati, l’apparecchio segnala sia il verde da viale Barozzi sia il giallo da via Rangoni.

«Ogni volta che attraversiamo ci sono pericoli - ha ammesso Katia Ferrari - abbiamo fatto spostare le strisce di via Rangoni con una petizione. Bastava che ci fosse un furgone all’angolo e non si vedeva subito chi attraversava». Anche ieri, con un’utilitaria al posto dell’ipotetico furgone e le strisce più in vista, un’auto che voltava a destra s’è fermata a poca distanza da tre donne e una bambina che stavano attraversando. Katia ha solcato viale Barozzi in bici, lamentando che la chiamata pedonale a est della strada «non funziona dal giorno dell’incidente». «Lavoro in via Barozzi da 32 anni - ha assicurato Domenico Baroni - e da sempre le auto vanno troppo forte. Le moto non le vedi neanche. Passano anche sul marciapiede, facendo cadere le persone. Basterebbe mettere i photored o istituire una zona 30 e mettere più macchinette per chi lascia l’auto nelle strisce blu». Con i photored, in realtà, non è così facile. I mezzi dovrebbero essere tarati periodicamente dal Comune. Altrimenti, come stabilito quest’anno dalla Corte Costituzionale (sentenza 113), le multe sono nulle.

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UN AUTOVELOX «Basta un autovelox - ha spiegato Marco Fantoni - anche posizionato all’incrocio dopo. In via Barozzi c’è chi fa i 100 chilometri orari, ma i vigili pensano a controllare i parcheggi. Attraversare è pericoloso, hanno tirato giù anche un cancello all’incrocio con via Riccoboni. È da venticinque anni che va così». Altri sostengono interventi tempestivi anche per le strisce blu.

«Sarebbe giusto un semaforo prima dell’incrocio - ha detto Erio Rabitti - ma c’è anche il problema delle strisce blu, per cui non ci sono le macchinette. Parcheggiano anche davanti alla fermata». «L’autovelox forse è eccessivo - ha replicato Stefano Marchi - ci sono tre semafori. Si potrebbe ripensare il limite dei 50 chilometri orari, ma serve il buon senso. Per le strisce blu basta qualche macchinetta in più».

«Non serve un autovelox - ha concordato Elio Rovatti - semmai si deve sistemare il semaforo di via Luosi, dopo la scuola: è basso e le persone in auto non lo vedono bene».

Le proteste di ieri si sono estese anche alla gestione degli edifici. «Alle scuole Papa Giovanni XXIII e Cesare Costa dobbiamo fare le pulizie noi genitori - ha concluso Debora Polattini - e ci chiedono anche di ridipingere le aule! Speriamo di non essere più cittadini modenesi».

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