Abiti e defibrillatori, il “cuore per la vita” non conosce confini
L’associazione di San Prospero è nata con l’emergenza legata al terremoto e poi ha ampliato i suoi interventi
SAN PROSPERO. L’associazione “Un cuore per la vita” di San Prospero nasce virtualmente nel giugno 2012 su facebook. La necessità di chiedere e distribuire aiuti sul territorio modenese colpito dal terremoto fa incrociare sulle pagine del noto social network due donne, Donatella Miotto e Sonia Novi che prima non si conoscevano ma che da quel momento comprendono di condividere gli stessi valori. Dalla loro amicizia nasce il gruppo facebook “Co.V.Al.E” che poi si trasformerà in associazione. «Il terremoto dell'Emilia, la tromba d'aria di Mirandola, l'alluvione di Bomporto e Bastiglia, l'alluvione di Olbia, Senigallia, Toscana, Parma, Genova, Veneto, Piacenza. In questi anni, abbiamo raccolto e consegnato materiale alle famiglie colpite da queste catastrofi e dove possibile accompagnato volontari per ripulire le aree colpite da fango e detriti - raccontano le due amiche - Abbiamo dato vita a raccolte fondi per acquistare e donare defibrillatori, per sostenere un bambino colpito da una grave forma cardiopatica e la sua famiglia, organizzato eventi, abbiamo collaborato con i servizi sociali dei territori colpiti dalle calamità al fine di non disperdere le risorse raccolte. Durante questo ultimo anno, inoltre, l'associazione è diventata parte del Banco alimentare nazionale per il Comune di San Prospero, distribuendo alimenti a circa 200 persone al mese».
Donatella e Sonia partecipano spesso a corsi di formazione e convegni affinché l'associazione sia sempre informata e aggiornata. «Riteniamo - racconta Donatella - che le attività che le associazioni di volontariato e di solidarietà internazionale portano avanti siano una ricchezza per i territori in cui operano, oltre che un’occasione per promuovere i valori della cittadinanza attiva e della partecipazione all'interno della comunità. Nelle priorità di un’associazione, le cui risorse volontarie sono spesso limitate, si tende a far emergere il “fare” rispetto al riuscire a comunicare il valore sociale di quello che viene fatto e sapersi raccontare alle comunità e agli interlocutori di riferimento rimane spesso un punto debole. Ecco che allora per un'associazione, piccola o grande che sia, è fondamentale riuscire a “rappresentare” al meglio i propri progetti e attività, ed è per questo motivo che abbiamo recentemente partecipato con piacere e interesse a un corso di storytelling promosso dall'Associazione Servizi per il Volontariato di Modena. Per noi - conclude Donatella - lo storytelling è una tecnica narrativa che attraverso pensieri, emozioni, suoni e parole permette agli altri di sceglierti e ascoltarti, vuole dire instaurare una relazione profonda con il proprio pubblico perché non lo si vuole solo informare ma coinvolgere attivamente. Questo è ciò che ogni giorno io e Sonia cerchiamo di fare utilizzando i social network, il telefono, gli sms, Twitter».
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