Modena. Svolta nel Pd: sanzioni a chi diserta le assemblee
Stop alle sale delle riunioni semi deserte: nel nuovo regolamento chi è assente per tre volte di fila è fuori dalla direzione del partito
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MODENA. Nel Partito Democratico basta con le sale delle riunioni semideserte e le direzioni dove entrano pure quelli che non rinnovano la tessera, 'tanto nessuno controlla'. Ma soprattutto basta con l'anarchia generale che regna ai consessi, in tempi di disaffezione politica galoppante e 'versi' cambiati. In casa pd è da modena che arriva uno slancio per cercare di rendere più efficaci, e più snelli, gli organismi dirigenti. L'ultima goccia era caduta ormai un anno fa, proprio alla direzione dopo il clamoroso flop di affluenza delle regionali. Il presidente della direzione Giovanni Taurasi, aprendo la seduta di fronte a nemmeno 40 persone, neanche un terzo dei componenti, tuonò: "tutti a parole vogliono entrare a far parte della direzione, poi quando è il momento di presentarsi la gente non si vede. Sarebbe il caso di mettere mano al regolamento: dopo un numero predefinito di assenze ingiustificate, scatteranno sanzioni. Non corporali, naturalmente", cercò di smorzare la tensione il presidente. In ogni caso, l'andazzo generale era a dir poco allegro. A fatica si raggiungeva il 50% di partecipazione alle sedute. Per non dire dei senza-tessera mai controllati, in barba ai bilanci da profondo rosso (nel partito modenese in primis).
Ebbene, dopo quasi un anno ci siamo. Lunedì 16 novembre in direzione provinciale approderà la bozza del nuovo regolamento che disciplina nero su bianco, senza sconti, anche la decadenza dei suoi tanti componenti (in teoria oltre 150). Un analogo testo è previsto anche per l'assemblea provinciale, che però si riunisce un paio di volte l'anno. L'avvertimento è questo ad ogni diretto interessato: dopo tre assenze di fila ingiustificate, sei fuori dalla direzione.
Un testo del genere, ritengono i suoi estensori, è da podio nazionale e soprattutto dimostra che il partito vuole darsi finalmente regole stringenti per i suoi organi.
Sta di fatto che il nuovo regolamento appare subito snello coi suoi otto articoli e va dritto al cuore del problema a quello ribattezzato "decadenza dei componenti e modalità per il reintegro". Così recita la bozza: "i componenti (elettivi e di diritto) che risultino assenti ingiustificati per tre sedute consecutive decadono automaticamente". L'assenza si intende giustificata se il componente della direzione informa verbalmente o per iscritto la presidenza della direzione. Ma non sono in ballo solo le assenze.
"La segreteria- prosegue l'articolo 6- verifica periodicamente l'iscrizione al partito dei componenti della direzione. Chi non risulta iscritto al termine dell'anno di tesseramento in corso e non aveva rinnovato l'iscrizione nell'anno precedente viene decretato decaduto dalla commissione di garanzia, informata dalla segreteria", su segnalazione della presidenza stessa della direzione. Nel caso, è l'assemblea provinciale, nel corso della seduta successiva al decreto di decadenza del componente, che può procedere alla sostituzione di quest'ultimo. L'articolo chiude con una nota più tecnica: "i componenti di diritto restano invitati permanenti alle sedute della direzione fino al successivo congresso qualora dovesse cessare nel corso del mandato della direzione la carica che li rendeva componenti di diritto".
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