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Un anno all’estero per battere la crisi

Un anno all’estero per battere la crisi

È l’opportunità che viene offerta anche a chi non ha lavoro per arricchire il proprio curriculum

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In inglese si chiama gap year, ma stando ai numeri e agli sviluppi per il proprio futuro si tratta di tutto meno che di un “anno di buco”, come invece traduzione vorrebbe. Se poi ci mettiamo la crisi e le difficoltà a trovare lavoro, pare ovvio che l'anno sabbatico sia, in questi ultimi tempi, tornato in auge più che mai. Ma che fare in questo periodo di pausa? Tante sono le alternative su cui i giovani possono contare. Unico divieto: non perdere tempo ma far si che i mesi passati lontano dai soliti luoghi servano a migliorarsi e a crescere. Personalmente e/o in previsione di una carriera che già c'è o che ci si sta costruendo. Tra le opzioni più frequenti c'è l'internship all'estero, un'esperienza che si trasformerà in una preziosa voce in curriculum (secondo AlmaLaurea gli stage alzano del 10% la probabilità di trovare un impiego). La ricerca può avvenire tenendo sottocchio le offerte disponibili alla sezione "Careers" dei siti aziendali e gli annunci dei portali specializzati (tra cui ec.europa.eu/eures e Scambieuropei).

Un capitolo a se, poi, lo richiedono i master all'estero. Le scadenze per l'anno accademico 2016-2017 si concentreranno tra la primavera e l'estate dell'anno prossimo, ma è necessario arrivare preparati: in primis con una buona lettera motivazionale, il completamento di eventuali crediti formativi e-last but not least- il conseguimento dei certificati linguistici necessari per avere accesso a determinati corsi.

Se la fase di transizione passa poi dal volontariato, il catalogo è anche più ricco. Un'opportunità su tutte è il Servizio Volontario Europeo, esperienza di formazione dedicata ai giovani fino a 30 anni finanziata dalla Commissione Europea . I candidati partecipano a progetti di volontariato internazionale (dai 2 ai 12 mesi) con l'obiettivo di apprendere una lingua straniera e migliorare le proprie competenze. Il tutto a costo zero: il programma copre infatti per intero le spese di vitto e alloggio, con tanto di pocket money per i volontari. Queste le indicazioni di massima sulle possibilità per avvicinarsi con una marcia in più al mondo del lavoro e mettere in curriculum quel quid che vi farà ricordare tra mille candidati. Ricordate però: non chiamatelo anno sabbatico. Esperienza all'estero, periodo di flessibilità, avvicinamento ad altre culture sono parole che, alle orecchie del datore di lavoro, forse, suonano meglio.

Chiara Tassi

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