Gazzetta di Modena

Modena

«Attimi di violenza cieca con una pistola in bocca»

«Attimi di violenza cieca con una pistola in bocca»

Il racconto: «Ho capito che erano russi da una parolaccia e loro si sono allarmati Uno mi ha schiacciato la mano col tacco della scarpa. Erano già stati in negozio»

3 MINUTI DI LETTURA





«Questa volta mi hanno fregato. Non ero armato, avevo tutto in casa. Ma questi probabilmente sapevano e me l’hanno anche giurata, mi hanno detto che se avessi avuto un’arma a disposizione mi avrebbero subito ammazzato. Perché questi sono esperti, sono dei russi addestrati che hanno studiato il colpo venendo in negozio venerdì scorso, osservando, quantificando la merce esposta, vedendo che collezioni avevo tutto e volevano e hanno ottenuto solo degli orologi. hanno preso tutti quelli della scaffalatura alta e anche parecchi nelle scatole contenute nella cassaforte, che era aperta per fare vedere loro alcuni pezzi». Renzo Montecchi scende dall’ambulanza del 118 dove è stato “ripulito” un po’ dall’irritazione causata dallo spray urticante. ha la faccia gonfia, tumefatta dai colpi, una mano e un polso viola , perché calpestato dal bandito e al collo ha ancora un nastro arancione, con cui era stato imbavagliato. Lo consegnerà poco dopo alla Scientifica, per vedere se ci sono impronte. I banditi solo quando hanno iniziato a saccheggiare hanno usato i guanti. «Uno aveva iniziato a trattare per un Cartier d’oro, aveva tirato sul prezzo, sui 19mila euro. La trattativa era ormai finita, poi a quello grosso è scappata una parolaccia (merda) in russo. Io ho detto “ma allora non siete inglesi, siete russi”. Questi hanno negato ma si sono come messi in allarme. Ho un po’ insistito, loro negavano, poi uno ha fatto per prendere dalla tasca la Mastercard e invece ha estratto la bomboletta. Mi è arrivata addosso una valanga urticante, che mi bloccava i muscoli. Non era peperoncino, ma qualcosa di militare, che faceva male agli occhi e alla gola. Eppure a loro non faceva nulla. In due secondi mi sono trovato per terra. Uno mi ha messo il tacco della scarpa, suola di gomma, sulla mano e la pestava, mi teneva schiacciato con forza al pavimento. Poi, ero riverso, mi hanno girato la faccia e uno mi ha infilato la canna della pistola in bocca, premendo, dandomi colpi dentro alla bocca, quasi soffocandomi e facendomi sanguinare. Violenza bruta. Mentre l’altro rubava gli orologi, quello armato mi ha dato subito un colpo in fronte col calcio della pistola, che non era per nulla un giocattolo. Poi, tanti pugni in faccia, sul mio lato sinistro, come nei film quando fanno gli interrogatori: mi hanno chiesto le immagini delle telecamere, non potevo averle perché si depositano nella memoria presso la vigilanza e giù pugni, poi se avevo le armi e giù ancora pugni. Comunque gente addestrata, tosta. All’inizio dell'aggressione, non appena quello grosso mi ha messo le mani addosso, io gli ho rifilato una gomitata , me è stato come colpire un muro». Renzo spiega ai poliziotti, Renzo racconta alla mamma, poi alla moglie accorsa non appena ha saputo. Per strada è una sfilata continua di gente comune e di amici che passano e chiedono. Renzo ha un battuta per tutti, dice che lo hanno fregato, che stavolta hanno vinto loro. In passato, sparando in aria aveva allontanato un assalto alla sua gioielleria. (s.to)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google