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L’allarme dei ciclisti di Carpi: «Strade e piste pericolose»

di Rino Filippin
L’allarme dei ciclisti di Carpi: «Strade e piste pericolose»

Soprani: «Mancano i collegamenti tra Comuni vicini». Colli: «Gli automobilisti non rispettano le due ruote». Sportissimo: «Ogni settimana qualcuno è travolto»

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CARPI. La vasta comunità di appassionati ciclisti di Carpi, all’indomani della morte dell’81enne travolto in sella alla sua bicicletta, rinnova critiche pesanti alla situazione in cui si trovano ciclabili e strade di collegamento tra la nostra città e quelle vicine. Le colpe vengono equamente ripartite tra automobilisti incoscienti e politici- amministratori locali poco lungimiranti. Ma non manca anche chi fa autocritica.

«È chiaro - dice Soprani, titolare dell’omonimo negozio - che il ciclista è l’utente debole e da parte degli automobilisti bisognerebbe usare il massimo della cautela nelle occasioni in cui si avvicinano, ma bisogna anche dire che certi appassionati di bicicletta a volte non sono abbastanza cauti. Penso che bisognerebbe fare dei corsi ad automobilisti e ciclisti per imparare a conoscersi e a rispettarsi sulle strade. Certo è che la viabilità per le biciclette non aiuta. Pensiamo ad esempio le strade che collegano Carpi a Correggio: o percorri la Provinciale che non ha ciclabile e rischi di essere urtato dai Tir, oppure prendi strade secondarie, pericolose pure quelle perché gli automobilisti, sapendo che non ci sono controlli, sfrecciano a tutta velocità».

Fabrizio Pederzoli, di Colli Cicli, è ciclista sportivo da 30 anni: «È un problema insanabile - dice - il pessimo rapporto tra automobilisti e noi appassionati. Noi ci troviamo in circa cento ogni domenica al Tamoil di via Ugo da Carpi e tutti assieme prendiamo strade basse per evitare il traffico, ma gli automobilisti, anche se sono pochi, non ci sopportano. Fanno di tutto per superarci, si arrabbiano, ci sfiorano, superando il limite dei 50 km l’ora, visto che noi in bici viaggiamo a una velocità di crociera di 45 km l’ora».

Pederzoli poi critica il fatto che a Carpi, anche nella zona industrale di via Ponente, manca una rete ciclabile per consentire ai lavoratori di spostarsi in sicurezza sulla bicicletta risparmiando e non inquinando. «Siamo indietro anni luce - conclude Pederzoli - rispetto non solo al nord Europa, ma anche al Trentino dove il ciclista è protetto e coccolato». «Il nostro territorio - commenta poi Fabio di Sportissimo - è l’ideale per spostarsi in bicicletta, ma anche per chi si mette d’impegno i rischi ci sono e non pochi. Si pensi che ogni settimana nel mio negozio arrivano uno o due assicuratori per constatare i danni su biciclette incidentate. Manca la cultura del rispetto del ciclista». Soprani aggiunge che mancano segnaletica e strade ciclabili di collegamento tra i vari Comuni. «Tanti miei clienti - conclude - vorrebbero muoversi di più in bicicletta, ma il rischio di essere travolti è troppo alto». L’appello agli amministratori locali è chiaro.

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