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CERCANDO NUOVI MERCATI

Prodotti chiavi in mano piccole aziende crescono

Prodotti chiavi in mano piccole aziende crescono

E i contenitori del latte e delle bibite, flessibili e colorate come la carta dei giornali ma impermeabili con impalpabili veli di plastica, dove li mettiamo? La domanda è tutt’altro che oziosa e se...

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E i contenitori del latte e delle bibite, flessibili e colorate come la carta dei giornali ma impermeabili con impalpabili veli di plastica, dove li mettiamo?

La domanda è tutt’altro che oziosa e se la pongono milioni di famiglie italiane visto che la grande distribuzione e i produttori hanno scelto i contenitori in poliaccoppiato per vendere le bevande. Di qui la scelta della Tetra Pak, colosso svedese con sedi di ricerca e produzione tra Modena e Rubiera, che si è impegnata sul riciclaggio. In totale 3 miliardi di confezioni sui 4 messi in circolazione; ovviamente sono nati anche macchinari specifici, in grado di ridurre a coriandoli anche questo materiale pronto per essere riciclato con costi di immagazzinamento e trasporto ridotti al minimo. L’anno scorso Tetra Pak comunica di averne recuperato 22.700 tonnellate con la collaborazione di 4.500 comuni.

Nuovi materiali, nuovi rifiuti e nuovi problemi: un serpente che si morde la coda e che trova volenterosi inventori che a volte hanno successo commerciale: ormai sono diffusi e collaudate piccole macchine grandi come cestini per la carta, che riducono in pezzettini le confezioni delle capsule per il caffè delle macchinette piuttosto che i bicchieri di plastica.

Ma c’è anche chi non ha aspettato la crisi per una riconversione produttiva ed è partito con largo anticipo alla ricerca di nuovi mercati.

«Siamo nati nel 1983 costruendo serbatoi in metallo di grosse dimensioni per enologia e per il gasolio - racconta Gianlauro Morselli, a capo dell’Emiliana Serbatoi - A quell’epoca molti impianti di riscaldamento funzionavano con il riempimento sotto casa poi il metano e le caldaie domestiche hanno rivoluzionato il settore. Noi siamo passati subito dopo il 2000 al settore ambiente, con contenitori di tutte le dimensioni in polietilene per oli, acidi e sostanze chimiche non imfiammabili. I risultati delle vendite ci stanno dando ragione».

Il suo ottimismo è contagioso e lo trasmette anche ai collaboratori: quasi il paradigma di una gamma produttiva che si amplia passo dopo passo, inventando ad esempio le vasche porta fusti e quelli con la griglia per il recupero senza dispersione di eventuali perdite di materiale. Insomma, trasportabilità a brova di “muletto” e conservazione tranquilla anche in un garage.

Il bilancio consolidato, grazie anche a un’acquisizione a S. Donà di Piave, è arrivato a creare un piccolo gruppo di 60 addetti e 18 milioni di fatturato. Un’inezia, vista dai colossi tedeschi (arrivati massicciamente a Ecomondo) ma preziosa per dare soluzioni praticabili anche alle aziende di piccole dimensioni che sono poi l’ossatura dell’apparato produttivo italiano. (s.c.)

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