Sondaggio Cpl: la contrarietà dei sindacati al cambio nome
Gelo dei sindacati sul progetto di 'nuovo brand' cui sta lavorando Cpl Concordia. La coop ha commissionato al gruppo triestino Swg una ricerca in cui viene chiesto agli intervistati se si è...
Gelo dei sindacati sul progetto di 'nuovo brand' cui sta lavorando Cpl Concordia. La coop ha commissionato al gruppo triestino Swg una ricerca in cui viene chiesto agli intervistati se si è conoscenza del nuovo corso di Cpl dopo le inchieste e i commissariamenti, se si era sentito parlare della cooperativa prima delle vicende giudiziarie, e soprattutto se Cpl non debba cambiare nome per il proprio rilancio. Secondo i sindacati, però, le priorità per Cpl sarebbero altre, dalla trattativa in corso con le banche sulle fideiussioni per poter partecipare alle prossime gare d'appalto al nuovo piano industriale col ritorno all'utile fissato per il 2017, atteso a metà novembre dalle stesse organizzazioni dei lavoratori.
Dice il segretario organizzativo della Cisl Emilia centrale, Domenico Chiatto, che segue da mesi la questione Cpl: «Capiamo le preoccupazioni sul mercato privato, che magari appena sente il nome Cpl si agita mentre il settore pubblico ha meno problemi e bada alla white list. Ma prima del brand dovrebbero cambiare altre cose, e la coop ci sta già lavorando. Urgono piano industriale, diversificazione delle attività e governance interna. Bisogna procedere con la trasparenza e i meccanismi di autocontrollo-autotutela».
La Fiom-Cgil per ora tace preferendo aspettare direttamente il nuovo piano industriale, ma il segretario Feneal Uil Emilia Romagna Antonio cuppone sembra avere le idee chiare: «Il piano sul brand - dice - posso capirlo ma l'immagine di Cpl si sta già ripulendo grazie al lavoro dei commissari. La vedo come una strategia di marketing non così necessaria, diciamo. Cambiare nome? Potrebbe anche servire ma noi ci crediamo poco».
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