Gazzetta di Modena

Modena

Una “processione” di amici e di cittadini

Una “processione” di amici e di cittadini

In tanti dalla vittima. «Questa zona di sera è buia, nel parco si spaccia, in strada scippi e aggressioni»

2 MINUTI DI LETTURA





In breve in via Selmi sono arrivati tutti: si è presentato il primo cittadino Muzzarelli, è arrivato il questore Garramone così come sul posto la vicecomandante della polizia municipale Gambarini. Una specie di “riunione” estemporanea, tra tante divise, del tavolo per la sicurezza in città più che mai questa volta “sul campo”, in diretta sul posto dove era appena accaduta la brutale rapina.

Ma è stata soprattutto la gente “comune” ad essere presente diventando protagonista. Non solo i soliti curiosi attirati dall’ambulanza o dalla vettura della Volante piazzata accanto alla gioielleria, quanto i residenti della zona, gli amici di Renzo Montecchi, i colleghi commercianti del centro, grandi e piccoli , “griffati” e “non griffati”, professionisti, automobilisti che passavano, scendevano e iniziavano a commentare. Giovani in scooter, anziani in bici, e poi ancora qualche amico di Renzo venuto a piedi e poi gente sconosciuta che ascoltava il racconto della rapina dallo stesso 56enne malmenato. Renzo “Bulova”, fortunatamente da solo in gioielleria altrimenti le armi avrebbero tuonato, dopo il colpo è uscito e subito chi lavora vicino, vedendolo distrutto, ha dato pure lui l’allarme alla polizia.

L e considerazioni dei cittadini sono state amare, sia ad ampio che a piccolo raggio: «In questa zona, benchè centralissima, non c’è illuminazione, ci sono stati scippi ed aggressioni in via Saragozza, in via Caselle c’era chi depositava droga vicino ai garage e al palazzo dismesso, davanti c’è il parco con gli spacciatori che girano in bicicletta per fare le consegne. La zona è appetibile perchè in due minuti si è già lontanissimi, i viali sono un ottima via di fuga,. Tanti fanno gli scippi nelle traverse di viale Muratori e poi scappano in centro e, guarda caso , passano di qua». Tutte considerazioni che trovano conferma nei fatti di cronaca. E in alcuni casi proprio le telecamere della gioielleria sono state preziose nel dare aiuto agli investigatori.

«Resteranno impuniti anche questi banditi? Le forze dell’ordine fanno quello che possono e gli uomini sono pochi, ma questi malviventi però fanno ormai tuto quello che pare a loro. In Italia non c’è la certezza della pena...».

Montecchi intanto si passa il sacchetto del ghiaccio sulla fronte e sulla mano. (s.to)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google