Ambrisi e Bonini di nuovo agli arresti domiciliari
Con una ordinanza ripristinate le misure cautelari. Perquisiti i locali a Sassuolo
SASSUOLO. Tutti e due di nuovo agli arresti tra le mura di casa. A due settimane dall’annullamento delle misure cautelari deciso dal Tribunale del Riesame di Bologna, il gip di Modena Eleonora De Marco torna a firmare una nuova ordinanza per l’“Operazione Intoccabili”. Adesso le motivazioni sono chiare e corpose e il gip ancora una volta prevede i domiciliari per i due principali indagati: “il braccio” Rocco Ambrisi e la mente “Adamo Bonini”.
Alle 5 di mattina, quando fa ancora buio, entrano in azione gli agenti del Commissariato di polizia di Sassuolo e le “fiamme gialle” della Gdf di Sassuolo, con tanto di un’unità cinofila. Obiettivo: le abitazioni a Castellarano e Casalgrande di Ambrisi e di Bonini. Per gli altri due, sottufficiali dei carabinieri all’epoca dei fatti in servizio presso la polizia giudiziaria della Procura, il giudice prende un’altra strada: se uno dei due (difeso dal’avvocato Cosimo Zaccaria) per anni vicino a un ex pm di Modena, ha ancora una volta il divieto di dimora in territorio modenese, per l’altro (difeso dall’avvocato Roberto Ghini), che aveva una posizione molto più leggera, non c’è più alcuna misura cautelare. Niente più neanche per l’ex capitano dei carabinieri Mario Marino. Così a Sassuolo per tutta la mattina di ieri Bonini ha seguito le perquisizioni in prima persona. Prima alla sua pizzeria “Civoleva” in viale Regina Pacis, dove verrà trovato un pacco incellophanato con circa 100mila euro in biglietti da 20 e 50 euro. Frutto di risparmi, spiega lo stesso Bonini agli investigatori, dato che non si fida delle banche. Di questi 100mila, solo 50mila sarebbero già sotto sequestro. “Visita” anche al suo bar, il PinUp, nella centralissima piazza Martiri Partigiani (Piazza Grande). Intanto i difensori dei due sono al lavoro per tutta la giornata: Stefano Giovanardi e Alessandro Cristofori studiano le carte per Ambrisi scoprendo che il giudice ordina per lui i domiciliari per timore che reiteri il reato. Ovvero che Ambrisi si possa presentare dalle persone che aveva minacciato - gestori di locali che non hanno mai aperto - per “convincerli” a non mettersi contro di lui davanti ai magistrati. E gli avvocati Luca Brezigar ed Enrico Della Capanna per Bonini per prendere atto delle misure che riguardano l’ingente patrimonio del loro assistito. Un patrimonio in parte già sotto sequestro: solo nei giorni scorsi il Tribunale del Riesame di Modena aveva respinto l’istanza per “liberare” 1,8 milioni di euro in azioni e obbligazioni di Bonini. Ieri infatti ci sono state le nuove perquisizioni e anche accertamenti sul patrimonio e i suoi movimenti finanziari, mentre i dipendenti dei suoi locali, molto scossi dagli eventi, temevano per il loro futuro lavorativo.
L’inchiesta condotta dai pm Claudia Natalini e Marco Niccolini, dunque continua a puntare sull’intreccio tra denaro in prestito “a strozzo” e minacce e pressioni per non occupare il campo della ristorazione a Sassuolo. Alcuni difensori studiano le carte in vista di un nuovo ricorso al Riesame a Bologna, ma questa volta l’ordinanza è corposa e ci vorrà tempo per chiarire tutte le implicazioni.
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