«Assurdo, lo Stato non è parte civile contro la mafia»
«Siamo al paradosso, all'esplicita sottovalutazione da parte del Governo di un fatto rilevante quale il processo Aemilia in corso a Bologna, come giustamente denunciano Cgil e Uil. Nello stesso...
«Siamo al paradosso, all'esplicita sottovalutazione da parte del Governo di un fatto rilevante quale il processo Aemilia in corso a Bologna, come giustamente denunciano Cgil e Uil. Nello stesso momento in cui si apre uno dei più importanti fronti contro le mafie al Nord - che ha visto la costituzione in parti civili di Regione, Cgil, Cisl e Uil, Camere del lavoro, Libera, Fita-Cna, Legambiente - il Governo e in particolare i Ministeri guidati dagli emiliani Poletti e Guidi (Lavoro e Sviluppo Economico, ovvero due settori tra i maggiormente coinvolti dalle indagini) non sentono la necessità di costituirsi come parti civili contro la 'ndrangheta».
Lo ha detto ieri l'On. Giovanni Paglia, deputato emiliano-romagnolo di Sel. E la stessa Cgil continua a bacchettare. Dopo aver "preso atto" della mancata istanza di Legacoop, il segretario regionale, Cgil Vincenzo Colla punta il ministero del Lavoro. E così fa il collega Giuliano Zignani, segretario regionale Uil. «Il lavoro- contestualizza Colla- è un punto centrale nelle dinamiche di infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia legale, ed è importante che il giudice abbia voluto dare rappresentanza in questo processo al mondo del lavoro ed alle sue organizzazioni. La storia sta a testimoniare quanto sia forte l’intreccio tra la volontà di radicamento delle mafie e l'attacco ai diritti, alle libertà e alla condizione delle lavoratrici e dei lavoratori». Per questo, continua Colla in una nota, «ritengo incomprensibile la scelta del governo di non costituirsi parte civile anche attraverso il ministero del lavoro, oltre agli altri organi dello stato per i quali, viceversa, è stata avanzata l'istanza, ottenendo il riconoscimento». Ma a punzecchiare a loro volta i sindacati è il Movimento 5 Stelle. In una nota all’insegna del “meglio tardi che mai”, il deputato Ferraresi ricorda le posizioni dei sindacati della prima ora, quando certe prese di posizione nelle sedi della ditta Bianchini e dintorni lasciavano pensare a grande indifferenza per il tema infiltrazioni.
In tanto poi, inclusa Libera, si schierano contro il trasferimento del processo a Catanzaro.
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