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«Così la Bibbia tornò a casa»

«Così la Bibbia tornò a casa»

Il capolavoro miniato di Borso d’Este era finito a Parigi

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La "Biblioteca Estense" ha tra i suoi capolavori la "Bibbia di Borso d'Este". Come mai questo patrimonio dell'umanità, negli anni Venti del secolo scorso si trovava a Parigi, presso un antiquario di libri e dipinti? Martino d’Austria lo spiega così: «Come sa, i Duchi, tutte le volte che si allontanavano da Modena, tra i tesori , si portavano la "Bibbia di Borso d'Este". Lo hanno fatto in occasione dell'invasione di Napoleone e, con l'Unità d'Italia, quando, lasciando abbandonata Modena si sono trasferiti a Vienna. La famiglia imperiale ha avuto momenti di grave crisi finanziaria. In uno di questi, mia nonna Zita di Borbone-Parma, ha ritenuto opportuno privarsi (a malincuore) del prezioso codice miniato del XV secolo. L'imprenditore milanese Giovanni Treccani, su invito di Giovanni Gentile, si catapultò a Parigi e, vincendo la concorrenza del banchiere americano Pierpoint Morgan (che, accorso dagli Stati Uniti, voleva acquisire i due portentosi volumi miniati), ha assicurato all'Italia quella eccezionale opera d'arte e antiquariato editoriale. Poi, il dilemma: l'opera doveva andare a Roma capitale oppure a Ferrara (dove era nata), oppure a Modena (da dove era partita, con i Duchi d'Este esiliati a Vienna) ? Per fortuna, Giovanni Gentile e lo stesso Benito Mussolini , l'hanno assegnata alla "Biblioteca Estense" di Modena. E fu così che l'imprenditore, editore (ha fondato l'Istituto Treccani a Roma) e mecenate è stato nominato Conte Giovanni Treccani degli Alfieri. Giusto riconoscimento per un illuminato mecenate della cultura». (r.a.)

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