Direttori freschi di nomina per i vertici dei Dipartimenti
Rinnovo dei direttori di Dipartimento, i vecchi presidi, all'università. Tra fine giugno e luglio si sono svolte le elezioni per il rinnovo dei direttori di 13 dei 14 Dipartimenti. Se in sette...
Rinnovo dei direttori di Dipartimento, i vecchi presidi, all'università. Tra fine giugno e luglio si sono svolte le elezioni per il rinnovo dei direttori di 13 dei 14 Dipartimenti.
Se in sette casi sono stati confermati i direttori uscenti, per gli altri sei nomi nuovi.
Entrano Giampaolo Bianchi, direttore del Dipartimento Chirurgico, medico, odontoiatrico e di Scienze Morfologiche con interesse trapiantologico, oncologico e di medicina rigenerativa, che succede ad Anto De Pol; Giovanni Bonifati, direttore del dipartimento di studi linguistici e culturali, che succede alla prof. Marina Bondi; Giorgio De Santis, per il Dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche materno-infantili e dell'adulto, che succede a Mario Luppi; Maria Cristiana Martini, direttore del Dipartimento di comunicazione ed economia che succede a Paola Vezzani; Andrea Sacchetti, per il Dipartimento di Scienze Fisiche, informatiche e matematiche, che succede a Sergio Valeri; Monica Saladini, per il Dipartimento di Scienze Chimiche e geologiche, che succede a Maria Franca Brigatti.
Tutti i neodirettori sono entrati in carica il 1° novembre 2015 e lo resteranno per un triennio, fino al 31 ottobre 2018.
L'unico dipartimento a non essere stato coinvolto dalla tornata elettorale è quello di Scienze della Vita, diretto da Daniela Quaglino dopo l'elezione del luglio 2014.
Il rettore li ha applauditi tutti nel corso della presentazione ufficiale che si è tenuta ieri.
«Sulla base della riforma Gelmini - ha tenuto a sottolineare - è stata riconosciuto alla loro figura, oltre alle tradizionali funzioni in capo alle facoltà, il compito di dover gestire, organizzare e coordinare oltre alla didattica anche tutte le attività di ricerca di base e applicata. Oltre a questo anche le collaborazioni, i rapporti con gli enti di ricerca e le istituzioni, nonchè a sviluppare la cosiddetta terza missione che li impegna ad intensificare le intese e le iniziative in favore delle imprese e del territorio».
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