Gazzetta di Modena

Modena

«Ho sentito il botto e ho perso la testa»

di Serena Arbizzi
«Ho sentito il botto e ho perso la testa»

Ha 24 anni e si è presentato ieri ai carabinieri, evitando l’arresto. Ora è indagato in libertà per omicidio colposo

2 MINUTI DI LETTURA





«Ho ucciso io Franco Guandalini. Sono io la persona che state cercando». È un 24enne, incensurato, residente a Reggio, il pirata della strada che ieri mattina, alle 10.45, ha confessato ai carabinieri della caserma di Correggio di avere investito Franco Guandalini, l’81enne carpigiano, ritrovato senza vita in via della Pace, tra San Martino in Rio e Correggio, lunedì mattina da due tecnici Telecom che stavano effettuando controlli. L’uomo è stato urtato domenica scorsa mentre stava andando in bicicletta al cimitero di Fazzano, dalla Wolkswagen Polo nera del 24enne, ora posta sotto sequestro presso l’abitazione del giovane, che vive con i genitori. «Domenica stavo percorrendo via della Pace quando ho sentito il rumore di una botta fortissima», ha dichiarato il giovane, difeso dall’avvocato di fiducia, il reggiano Romano Corsi, che si è recato in Procura senza il suo assistito. L’automobilista aveva realizzato, quindi, di aver provocato l’incidente ma si è dileguato perché in forte stato di choc, secondo le dichiarazioni che ha fornito ai carabinieri. L’automobilista, inoltre, non si era recato presso nessuna carrozzeria per fare riparare l’auto. Il 24enne verrà denunciato dai militari alla Procura reggiana per i reati di omicidio colposo, omissione di soccorso e fuga a seguito di incidente stradale con danni a persone. «Credo che il merito del fatto che questa persona si sia costituita, sia di tutta l’attenzione che è stata data a questa storia, alla nostra storia, e voglio dire grazie a tutti coloro che si sono adoperati affinché il colpevole che ha ucciso mio padre uscisse allo scoperto», dice Manuela Guandalini, figlia di Franco che proprio dalle colonne della Gazzetta aveva lanciato un appello a identificare la persona che ha investito il padre.

«Sono provatissima - aggiunge Manuela, appena uscita dal comando dove è andata a firmare le disposizioni relative al padre, che ora non sono più contro ignoti ma contro una persona specifica - ma terrei a sottolineare il merito di tutti quelli che hanno ascoltato me e la mia famiglia, mentre domandavamo di trovare questo pirata della strada. Ringrazio i carabinieri che hanno svolto il loro lavoro egregiamente, chi ha raccolto con sensibilità l’appello di andare a testimoniare: era proprio quello in cui speravo e che mi fa dire che se ci aiutiamo a vicenda, come nel nostro caso, molte cose si possono cambiare. Non so se si sia costituito per un problema di coscienza o forse perché gli inquirenti ormai stavano per incastrarlo. Certo, poteva farlo anche prima… E non affrontiamo nemmeno il tema del perdono». Del caso Guandalini si è occupata anche la trasmissione Rai “Chi l’ha visto?”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google