Gazzetta di Modena

Modena

I due rapinatori di via Selmi sono fuggiti da Modena in treno

di Stefano Totaro
I due rapinatori di via Selmi sono fuggiti da Modena in treno

Individuati esaminando i filmati delle telecamere in stazione a Modena. Alla gioielleria di Montecchi  portati via anche brillanti e oro, ora il bottino sale a 450mila euro

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MODENA I rapinatori dopo il colpo alla gioielleria di via Selmi sono successivamente andati in stazione e sono saliti su un treno diretto verso Sud. Sono state ore febbrili per la polizia modenese che sin da subito dopo il colpo si è messa alla caccia dei malviventi.

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Sono state passate al setaccio le immagini fornite dalle telecamere della rete piazzata coprire la città e finalmente quei volti immortalati dagli obiettivi delle telecamere di sicurezza del gioielliere sono stati individuati, scorti in qualche fotogramma mentre si trovavano alla stazione dei treni.

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LE VIDEOCAMERE I due banditi, violenti e spietati, hanno dunque lasciato la nostra città con il mezzo più “neutro”, il più discreto, quello che solitamente viene utilizzato proprio dai pendolari delle rapine. Da quei banditi cioè dell’area campana, specializzati proprio negli assalti armati nelle gioiellerie: ci sono bande ormai famose che arrivano al Nord, fanno qualche colpo, a volte anche uno solo, e poi rientrano alla base per ricettare tutto.

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Ma si tratta di banditi “nostrani”. Non è escluso invece che i due rapinatori di nazionalità russa che secondo il gioielliere (non è di questo avviso la polizia) hanno usato tecniche militari durante la rapina (la facilità con cui hanno steso Renzo “Bulova” Montecchi, l’uso dello spray urticante che non era al peperoncino ma assai più potente e penetrante, l’uso disinvolto della pistola) si siano fermati non molto lontano. Siano scesi cioè a Bologna e poi siano saliti, forse nella stessa giornata di mercoledì oppure di notte, su un aereo, per andare all’estero.

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PRESI I BRILLANTI Nel loro zainetto, mostrato bellamente alle telecamere così come i loro volti, i due avevano più di 300mila euro e non soltanto in orologi. Ieri per il gioielliere Renzo Montecchi, oltre a fare i conti con i postumi pesanti delle botte ricevute in tutto il corpo, è stata la giornata dei conti, dell'inventario: la prima stima era stata bassa, all'appello sono venuti a mancare anche dei gioielli. Ovvero una parure di brillanti, alcuni orecchini, anelli e oggetti con pietre preziose. E inoltre “Bulova” ha stilato una lista precisa degli orologi presi dai banditi: dieci Audemars Piguet, quattro Patek Philippe, un Rolex antico modello Prince 1937, quattro Rolex, quattro Cartier (in riparazione, di clienti) per una valore 360mila euro. Se si aggiungono i gioielli si arriva ai 450mila euro.

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RUSSI E ARABI Se per un Rolex ci sono infiniti ricettatori pronti a fare affari, per le altre marche, proprio per la loro ricercatezza, ci sono canali precisi: non si piazzano ovunque e presso chiunque. Perché sono orologi da vip, quelli della categoria “premium”, che fanno da status symbol e che i nuovi ricchi, arabi e russi, amano esibire al polso. I due banditi, che indossavano scarpe Gucci e Nike all’ultimo grido, sono dunque venuti a fare spesa a Modena e proprio in quel “negozio” che poteva offrire loro ciò che cercavano i committenti.

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