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i 70 anni dell'Udi: «Le donne sono un’eccellenza, Modena ne vada orgogliosa»

di Alessandra P. De Luca
i 70 anni dell'Udi: «Le donne sono un’eccellenza,  Modena ne vada orgogliosa»

A Modena l’Unione donne Italiane celebra i 70 anni con un programma di mostre, conferenze e iniziative Dalla lotta per il diritto al voto a quella per il lavoro ed ora l’integrazione nel segno della libertà

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MODENA Io vado… LIBERA: è questo il titolo della mostra foto-documentaria che inaugura un cartellone d'iniziative in occasione dei 70 anni di UDI, l'Unione delle Donne in Italia. Associazione nata nel 1945 dai Gruppi di Difesa della Donna attivi durante la Resistenza con un ruolo determinante, spesso promotore e anticipatore di alcuni sviluppi fondamentali della nostra società, opera a livello nazionale con sedi e gruppi diffusi su tutto il territorio: la sezione modenese è attiva dallo stesso anno e ha sempre svolto la sua attività partendo dalla vita concreta delle donne, native e migranti. Che si tratti di battaglie passate, del consolidamento dei diritti conquistati o dei molteplici e futuri orizzonti cui rivolgersi, UDI celebra i suoi 70 anni in concomitanza con la giornata internazionale contro la violenza sulle donne del 25 novembre.

«Ultimamente si è tanto parlato di eccellenze modenesi: - commenta Ingrid Caporioni, assessore alle Pari Opportunità del Comune di Modena - una di queste è sicuramente rappresentata dalle donne». «Dal voto, ai diritti sul lavoro, alla maternità, all'intercultura, alle battaglie contro la violenza, - continua la Caporioni - hanno combattuto per gli stessi diritti di cui oggi usufruiamo e per questo l'amministrazione comunale ha sostenuto l'iniziativa: la conoscenza è un elemento fondamentale da fornire alle nuove generazioni perché capiscano che il cammino verso i diritti è sempre in corso».

L'ESPOSIZIONE La mostra, visitabile dal 7 al 29 novembre presso la Residenza Universitaria San Filippo Neri di via sant'Orsola 52, ricostruisce la storia dell'UDI nella cornice dei cambiamenti sociali italiani e modenesi. «Uno degli obiettivi - commenta Caterina Liotti del Centro Documentazione Donna, che ha curato la mostra insieme a UDI Modena - è stato quello di caratterizzare l'attività modenese nel generale quadro nazionale».

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Diritti delle donne: un discorso che a molti sembra più ideologico che necessario. La nostra realtà, a questo proposito e rispetto ad altre nel mondo, sembra relativamente fortunata. Eppure, è proprio qui che fino al 1975 è esistita la potestà maritale: la facoltà per l'uomo della famiglia di impartire ordini e divieti alla moglie, nonché di punirla. «Solo recentemente si sono fatti alcuni importanti passi avanti, - continua la Liotti - come l'attenzione alla storia delle donne a livello scolastico oppure la nuova legge regionale».

Come rappresentare tutto questo in una mostra?

«Si tratta di una narrazione visiva - spiega Serena Ballista, Presidente di UDI Modena - articolata in cinque sezioni: libera di lavorare, partecipare, libera nel corpo, libera di amare e libera nel mondo».

«L'ordine non è casuale: - continua la Ballista - i temi sono uno conseguente all'altro nell'ottica di una società inclusiva e non maschilista».

CINQUE FUMETTI Guide d'occasione sono cinque fumetti a opera di Arianna Farricella, giovane fumettista modenese che recentemente ha esposto per la Biennale dei giovani artisti del Mediterraneo, nel programma d'iniziative per Expo Milano. Si tratta di cinque figure femminili a rappresentazione delle tante donne che hanno costituito l'associazione in epoche e contesti diversi: una ex partigiana degli anni '50, un'operaia degli anni '60, una femminista incinta degli anni '70, un'adolescente del nostro presente e una ragazza migrante. «L'integrazione - commenta la Ballista - è uno degli orizzonti cui guardare: è per questo che nel 2003 Udi ha sostituito il suo acronimo di Unione delle Donne Italiane con Unione delle Donne in Italia». Il filo rosso è quello della libertà: «Una parola da riabilitare, che ha perso la sua portata rivoluzionaria: - conclude la Ballista - è qualcosa che le nuove generazioni hanno ereditato ma che va trasmessa in modo reattivo, e questo è possibile solo grazie allo studio e alla conoscenza della storia».

La formula della mostra coniuga infatti il linguaggio del fumetto con una rigorosa ricerca storica durata diversi mesi. «La quantità di materiale utilizzato è stata immensa: - commenta Dante Farricella, che ha curato l'allestimento tramite l'associazione A Different Eyes - tra fumetti, immagini e documentazione storica tratta da diversi archivi, la mostra si articola in 10 pannelli per un totale di 60 metri quadrati».

Ma come scrostare davvero la parola libertà da ogni luogo comune? «Oggi dobbiamo chiederci quali siano i valori in cui credere, - commenta l'assessore alla Cultura del Comune di Modena - quelli non negoziabili come la verità o la giustizia: ciò di cui dobbiamo liberarci è la dittatura dell'opinione».

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