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Occupazione, trimestre nero per le pmi

Occupazione, trimestre nero per le pmi

Da luglio a settembre perso il 3,2% dei posti. Male il settore turistico. Il d.g. Bertoni: «Servono provvedimenti immediati»

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Numeri di segno negativo sul fronte dell’occupazione tra le piccole e medie imprese del commercio e del turismo del territorio modenese. I dati raccolti e analizzati dall'osservatorio economico di Confesercenti Modena, su un campione di oltre 1.300 attività imprenditoriali, nel terzo trimestre del 2015 risultano in peggioramento rispetto al secondo trimestre, con un saldo negativo tra assunzioni e licenziamenti pari al -3,2%.

«Dall’analisi – dichiara Tamara Bertoni, direttore generale di Confesercenti Modena - emerge nitidamente la difficoltà delle piccole imprese ad agganciare la pur modesta ripresa dei consumi, che resta appannaggio esclusivo della grande distribuzione. La conseguente problematicità nel prevedere una netta inversione di tendenza, determina che, nonostante la decontribuzione prevista dalla legge di stabilità, si registri un saldo negativo tra cessazioni ed attivazioni di contratti a tempo indeterminato, non compensato da una crescita di quelli a tempo determinato».

Il settore del turismo e pubblici esercizi è quello che più degli altri denota sofferenza occupazionale: -9,2% il saldo tra assunzioni e licenziamenti. È mancata l’attivazione di molti contratti stagionali, e, contestualmente, il fenomeno del passaggio dai contratti a chiamata a un sempre più frequente ricorso ai voucher. La vendita al minuto di prodotti extra alimentari è un altro ambito in cui l’occupazione flette: -4,5% il saldo tra assunti e licenziati. A influire il calo dei ricavi delle imprese, che prosegue da diversi anni e che sta provocando una erosione continua anche della base occupazionale. La vendita al minuto di prodotti alimentari è in controtendenza: nei mesi di giugno, luglio e agosto l’andamento occupazionale segna un +0,7%. Il commercio all'ingrosso è il comparto in cui la ripresa occupazionale risulta più sostenuta: +1,9%, anche se si presenta un po’ in frenata rispetto ai trimestri precedenti.

«Questi dati rappresentano in maniera plastica quanto la ripresa dei consumi escluda ancora soprattutto le piccolissime imprese (quelle ad di sotto dei 5 dipendenti) che anche dalle ultime rilevazioni Istat registrano ancora un calo delle vendite del commercio e del turismo – afferma Tamara Bertoni - Poi i provvedimenti proposti nella legge di stabilità tendono a sostenere in prevalenza le imprese più strutturate e solo in misura estremamente marginale le imprese piccole e piccolissime».

L'associazione fa presente quanto sia necessario sostenere con maggiore risorse la capacità di ripresa delle imprese minori, anche al fine di rilanciare l’occupazione nel settore, vista l’importanza della forza lavoro nelle piccole imprese che statisticamente registrano un'intensità occupazionale maggiore rispetto alle medie e grandi. «Il punto di partenza – aggiunge Bertoni – deve essere segnato dai provvedimenti che Confesercenti propone di assumere con la nuova legge di stabilità, che, oltre al completamento del processo di esclusione del costo del lavoro dall'Irap anche per le attività stagionali, consistono nella revisione della liberalizzazione degli orari di apertura, in una fiscalità premiale per l’apertura di nuove attività nelle città, nell'introduzione di una cedolare secca anche per gli affitti commerciali per favorire il rientro del commercio nelle aree urbane di pregio, nello sblocco delle risorse per la digitalizzazione delle piccole imprese, in interventi per stimolare l’erogazione del credito e risorse adeguate per la formazione professionale».

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