Gazzetta di Modena

Modena

Appalti, la Finanza ricostruisce in aula il “sistema Serra”

di Daniele Montanari
Appalti, la Finanza ricostruisce in aula il “sistema Serra”

Va avanti il processo su presunti abusi edilizi tra cui lo stadio Ieri sentito per quattro ore il luogotenente Cristoforo Zocco

3 MINUTI DI LETTURA





SERRAMAZZONI. Procede il processo sugli appalti di Serramazzoni relativo all'operazione Teseo della Guardia di Finanza. Causa indisponibilità di un giudice, si temeva un maxi rinvio di un anno, invece nell'udienza di ieri (presente anche una delegazione di Libera) si è presa una strada diversa. E' subentrato il nuovo giudice Andrea Scarpa (nel collegio presieduto da Pier Luigi Di Bari e completato da Federico Meriggi) e si è disposta la nuova audizione dei testimoni dell'accusa in rapida rassegna: un passaggio per la conferma della deposizione, eventuali integrazioni e via. E visto che alcuni non erano presenti (il recupero si completerà il 18 dicembre alle 9.15) c'è stato modo di iniziare ad ascoltare anche un teste nuovo come il luogotenente Cristoforo Zocco, del Nucleo Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Modena. Ha deposto per quasi quattro ore, soffermandosi dapprima la vicenda Berzigala, che vede imputato l'ex sindaco Luigi Ralenti insieme all'ex calciatore del Modena Giordano Galli Gibertini, e poi ricostruendo tutta la vicenda degli appalti, cuore del processo, partendo dallo stadio. Ha spiegato che il 28 aprile 2006 il Comune, visto l'abbandono di gestione da parte della Polisportiva Serra, lanciò con urgenza (solo 15 giorni di visibilità) un bando di gestione e ristrutturazione da 3 milioni che andò deserto. Il 12 giugno ne fece un secondo, che vide la sola partecipazione dell'Asd Football Club Serra (la nuova società sportiva con nel direttivo Marco Cornia, anch'egli imputato) insieme alla Cooperativa Muratori e Braccianti di Benedello, che però risultò priva di attestazione Soa, facendo decadere l'offerta. Allora il 24 giugno 2007 si passò a un terzo bando in cui l'Asd si presentò in partnership con la Mario Neri spa, che venne anch'essa esclusa, perché priva di Soa nonostante avesse fornito l'attestato in cui faceva presente di aver già presentato istanza di rinnovo del certificato ed essere solo in attesa. Dopo tre aste fallite, il Comune fu quindi legittimato a procedere con trattativa diretta, e per questa si presentò sempre l'Asd quale capofila di un'Ati che comprendeva la calabrese Restauro e Costruzioni, e con questa il contratto di concessione venne stipulato il 20 ottobre 2008. «Ci è sembrato anomalo – ha sottolineato Zocco – che un'azienda che aveva un volume d'affari ridotto, potesse essere incaricata di un appalto così». La Restauro poi subappaltò alla fioranese Unione Group (costituita solo nel febbraio 2008) riconducibile alla famiglia dell'ex soggiornante obbligato (originario di Polistena) Rocco Antonio Baglio, ditta che però nel giornalino del quadrimestre gennaio-aprile 2008 dell'Accademia Aerec è già segnalata quale esecutrice dei lavori. La sottolineatura di questo punto da parte del pm Claudia Natalini ha portato a una vivace contestazione delle difese, tanto che lo stesso presidente di collegio Di Bari ha intimato “di rivolgersi in modo più rispettoso al presidente”. Ma Restauro e Unione Group sono risultate coinvolte anche nell'appalto da quasi 200mila euro per la messa in sicurezza del polo scolastico di Serra, tramite un grande muro a contenimento della scarpata. Il Comune il 12 giugno 2008 decise di procedere in cottimo fiduciario chiamando cinque imprese, fra le quali vinse ancora la Restauro, che poi subappaltò il 30% delle opere edili sempre alla Unione Group. Che, stavolta direttamente, si aggiudicò ancora nel luglio 2008 di 40mila euro di lavori nella scuola primaria di Selva, affidati dal Comune dopo aver invitato tre imprese alla gara, di cui una ritirata.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google