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la settimana per l’Airc

«Ricerca e tumori, grosse novità»

«Ricerca e tumori, grosse novità»

Colnaghi: «Importanti passi avanti nelle terapie di alcune patologie»

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In sette piazze di Modena e provincia e in centinaia di tutta Italia oggi si mobilitano i sostenitori dell’Airc, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro. Tavolini e volantini per informare i passanti sui progressi della ricerca, sull’esito dei fondi raccolti sinora per finanziare i ricercatori; in più raccoglieranno i contributi anche con i “cioccolatini della ricerca”, visto che gli avanzamenti nelle terapie, realizzati sinora, non hanno certo debellato la malattia.

«La strada da fare è ancora lunga e difficile ma è la strada giusta» riassume con una battuta Maria Ines Colnaghi, direttore scientifico dell’ Airc, una vita spesa per combattere quello che già nel secolo appena passato era definito male incurabile. La sua biografia professionale e scientifica coincide con il mezzo secolo di vita dell’Airc.

«Agli inizi del mio lavoro quando ero una giovane laureata e cominciavo a frequentare l’Istituto Tumori - ricorda - quella struttura era chiamata “il lazzaretto” perché la gente veniva a morirci, le cure erano quasi inesistenti o inefficaci. Insomma, c’era ben poco da fare. Oggi è cambiato un mondo. I tumori pediatrici sono curabili al 60%, il linfoma di Hodgins quelli alla tiroide sono risolti al 100%, quelli ematologici sono molto affrontabili. I tempi di sopravvivenza sono aumentati e si parla sempre più di cure anzichè di guarigioni, soprattutto per le neoplasie ai polmoni, al fegato, allo stomaco e agli organi interni».

Ines Colnaghi tiene molto a sottolineare il termine “ottimismo” quando parla del lavoro fatto ma al tempo stesso si guarda bene dall’usare toni trionfalistici nel descrivere i passi avanti della ricerca e nell’arsenale dei farmaci disponibili. Medicina di precisione, potenziamento della risposta immunitaria e diagnosi precoce del tumore al polmone con un semplice esame del sangue sembrano risultati a portata di mano ma dalle premesse del laboratorio alla promessa di una terapia gestibile con farmaci adeguati c’è ancora molto da fare.

«Non ci si deve mai stancare di ripetere - continua - che tutte le cure possibili sono efficaci nella misura in cui si diagnostica in tempo la malattia. Anche oggi una polmonite, se non viene identificata tempestivamente e curata esntro i primi giorni, diventa letale in una settimana, come un secolo fa. Lo stesso vale per i tumori, che oggi sappiamo essere di tante specie anche solo per ogni singolo organo colpito. I farmaci tendono a colpire di più la proliferazione di quelle singole cellule impazzite che si espandono in ogni direzione piuttosto che bombardare l’organismo con dosi massicce di chemioterapici o di radiazioni. Da questo punto di vista noi italiani, per la chirurgia conservativa e altre branche della ricerca, abbiamo primati mondiali che l’intera comunità scientifica ci riconosce».

I Comuni modenesi in cui l’Airc organizza oggi tavoli informativi e di raccolta fondi sono a Castelfranco (centro commerciale Le Magnolie), Frassinoro (piazza Miani 11 Bar TantaFera), Marano (piazza Matteotti 17), Modena (via Emilia centro sotto i portici del Collegio e al centro commerciale Grandemilia in via Emilia ovest), Savignano (Conad City), Spilamberto (corso Umberto 33), Vignola (corso Italia lato Cassa Risparmio e al Conad di via Caruso).

Saverio Cioce

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