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Artigiani 3D, invenzioni creative

Artigiani 3D, invenzioni creative

Angelo Bottini: «Ausili unici e personalizzati per chi soffre di artrite reumatoide»

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Gesti quotidiani come aprire una caffettiera e prepararsi il caffè la mattina, afferrare le chiavi di casa, maneggiare forchette o cucchiai per mangiare, prendere in mano gli oggetti, possono risultare operazioni complicate per le persone affette da disabilità.

Il progetto “in3dibile” promosso da Makers Modena Fablab, si propone di utilizzare la stampa 3d per realizzare ausili unici e personalizzati in grado di rispondere a queste esigenze. L'idea di “in3dibile”, che è stata presentata ieri nella sede dell’associazione in via Attiraglio 5 e nasce dal progetto di laurea di Angelo Bottini, laureando in terapia occupazionale all'Università di Modena, in collaborazione con il corso di laurea al quale è iscritto, Makers Modena Fablab e fondazione Democenter.

«Oggi mi dedico a un progetto rivolto ai pazienti con patologia reumatica - spiega Bpottini - tipicamente l'artrite reumatoide, quindi gli oggetti che facciamo sono quelli del quotidiano, come maniglie particolari da aggiungere alla caffettiera, per consentire alla persona di riuscire, senza fatica e senza dolore, ad aprire lo strumento. Un'operazione semplice come questa può avere un grande risvolto psicologico: consentire alla persona di non rifiutare l'utilizzo di certi strumenti che migliorerebbero la sua vita e quindi di non farsi abbattere dalla malattia».

La professione sanitaria del terapista occupazionale rientra nell'ambito delle terapie di riabilitazione.

Ancora non molto diffusa in Italia, si occupa dell'autonomia della persona e della sua qualità di vita, in modo da permettere a chi è colpito da alcune malattie invalidanti di mantenere la propria autosufficienza. «Il mio lavoro - continua - è quello di tradurre le indicazioni specifiche dei pazienti in progetti funzionali e immediatamente utilizzabili. A questo scopo ho coinvolto Makers Modena Fablab nel progetto.

La tecnologia della stampa 3d consente di creare oggetti mai esistiti in precedenza e farli su misura delle esigenze della persona, in modo da aiutare chiunque anche chi potrebbe farsi il caffè in maniera differente».

I rappresentanti di Unimore, di Amrer (Associazione Malati Reumatici), del Politecnico di milano, e i pazienti già coinvolti dagli studenti di terapia occupazionale parteciperanno all'inizio delle attività di laboratorio che si terranno sabato pomeriggio, insieme a tutti coloro che vogliono saperne di più sul tema. Per chi volesse avere maggiori informazioni su come entrare in contatto con i terapisti occupazionali può rivolgersi l'attività di terapia occupazionale che fa parte del servizio di riabilitazione della mano del policlinico di milano. Inoltre è possibile recarsi al Makers Fablab di Modena dove, periodicamente, sono disponibili i terapisti.

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