Carpi, ditta rifiuta maxi offerta e salva i 70 dipendenti
Enrico Lugli: «Dall’India una super proposta ma avremmo dovuto delocalizzare e trasferire tutto. Così abbiamo deciso di restare qui: fare impresa non significa soltanto fare soldi. Qui ci sono i dipendenti e le loro famiglie, le radici di noi tutti»
CARPI. In un’epoca in cui la delocalizzazione industriale è diventata una moda costante, c’è un’azienda carpigiana che va controcorrente. La Aston Seals sorge sulla Statale Romana nord e ha deciso di mantenere salde le proprie radici in città garantendo la continuità del posto di lavoro ai 70 dipendenti, nonostante abbia ricevuto un’offerta d’acquisto che avrebbe consentito ai titolari di vivere di rendita a diverse generazioni a venire, ma che avrebbe implicato il trasferimento all’estero della ditta.
PICCOLO GIOIELLO NEL SETTORE MECCANICO. La Aston Seals opera nel mondo delle tenute per cilindri oleodinamici e pneumatici. Nell’agosto scorso una multinazionale indiana del settore meccanico ha avanzato un’offerta irrinunciabile all’azienda. «Questo colosso ci ha contattati tramite Confindustria. Inizialmente pensavamo che la delegazione della multinazionale ci contattasse per accordi commerciali, poi, il nostro dirigente che li ha incontrati ci ha detto che erano interessati a noi – commenta Enrico Lugli, socio di Aston Seals, insieme a Stefano Serri – e ci hanno proposto un’offerta d’acquisto che va molto al di là di quanto si possa racimolare con l’attività. Poi, però, l’accordo prevedeva il trasferimento all’estero della produzione e del know how tecnologico, con la conseguente perdita di 70 posti di lavoro. E allora abbiamo detto no, per noi, per i nostri collaboratori e tutte le loro famiglie".
CEDERE L'ATTIVITA'? COME CEDERE UN FIGLIO. "L’azienda l’abbiamo creata noi, ed esportiamo in tutto il mondo prodotti tecnologici. Tra l’altro, abbiamo aperto un’azienda commerciale a Shangai, in Cina. Credo che siamo tra i pochi italiani a vendere plastica ai cinesi. Senza contare che era in ballo il futuro di settanta lavoratori e delle loro famiglie, tutte provenienti dal nostro territorio, senza parlare dell’indotto che ruota intorno alla nostra azienda. Cedere l’attività, in poche parole, sarebbe stato come cedere un figlio - conclude Lugli – e il nostro futuro sarà di crescita, ma qui. Stiamo realizzando uno stabilimento nuovo sempre a Carpi, nella zona industriale di via San Giacomo. Il nostro fatturato annuo è sui 10 milioni di euro. Certo, l’incredibile offerta che abbiamo ricevuto ci ha resi contenti, perché ci ha dimostrato che stiamo percorrendo la strada giusta, ma fare impresa non è solo profitto: è anche un gesto di responsabilità verso i propri collaboratori».
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