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Fiorano e Formigine, donne aggredite in auto

di Edda Ansaloni
Fiorano e Formigine, donne aggredite in auto

Le aggressioni si sono svolte di sera approfittando dell'oscurità. Ad una hanno spaccato il vetro dell’auto a mazzate per rubarle la borsetta. Un’altra invece è stata presa per il collo  dal malvivente che ha cercato di soffocarla per impedire di dare l'aiuto: una manovra col cambio automatico ha costretto il ladro a mollare la presa

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FIORANO.  Due episodi di violenza nel giro di pochi giorni ai danni di due donne che stavano tornando a casa la sera con la loro auto. Violenza che sconcerta e che genera senza dubbio allarme. Il primo episodio si è verificato nel parcheggio della chiesa di Ubersetto, in territorio di Fiorano, ai danni di Paola Filippelli.

"ERO APPENA USCITA DALLA CHIESA"  .  «Venerdì - ha raccontato lei stessa - mi ero recata a messa e sono uscita verso le 19.10. Mi sono fermata sul sagrato della chiesa a parlare con il sagrestano, poi sono salita in auto. Ho sentito un gran botto e mi sono arrivati addosso tantissimi vetri: erano quelli del finestrino della mia macchina, sfondato da una mazza brandita da un uomo vestito di nero, con in testa una calza nera, che ha poi afferrato la mia borsa ed è fuggito. Ho cercato di vedere dove si dirigeva e ho visto che è salito su un Yaris nera, ma non sono riuscita a leggere la targa».

PER LA VITTIMA E' STATO UN INCUBO.  La donna è ancora scossa: «Ho vissuto un incubo. Mi sembrava di essere in un mondo irreale, come quando da bambini ci spaventavano dicendo che arrivava l'uomo nero: quella sagoma incappucciata evocava l’uomo nero e io posso dire di averlo veramente visto. Mi hanno detto che è sbagliato tenere la borsa sul sedile, ma io penso che quell’uomo mi avrebbe aggredita, magari con quella stessa mazza, per rapinarmi comunque, se non ci fosse stata quella borsa così in vista». «Confesso di aver avuto paura, molta paura e sono contenta che venga riportata la mia esperienza, per aiutare altre donne a evitare una brutta situazione come questa, anche se non so dire come, perché tutto è stato così rapido, che non era prevedibile».

"VOGLIO METTERE IN GUARDIA TUTTE LE DONNE". L’altro caso è avvenuto in via Lazio a Formigine ai danni di Nilde Bandieri, la quale, da noi intervistata, ci ha raccontato: «Voglio parlarne per mettere in guardia altre donne, affinchè non debbano subire ciò che è capitato a me. Erano circa le 23.15 e ho accompagnato a casa una mia amica, con la quale avevo trascorso la serata. Non appena l’amica è scesa ed è entrata nel portone, ho sentito aprire la portiera dalla mia parte e mi sono sentita afferrare alla gola da due mani molto forti, che hanno iniziato a stringere sempre più forte: mi sentivo soffocare.

Ad un certo punto sono riuscita con le mie mani e prendere le sue e, così facendo, ho allentato la presa, tanto che potevo anche chiamare aiuto, cosa che ho fatto più volte, ma nessuno mi sentiva e il mio aggressore continuava a ripetermi: “Stai zitta! Stai zitta”. Ho alzato il piede del freno e, visto che la mia è un’auto con il cambio automatico, la vettura si è mossa ed è andata a sbattere attorno al vicino cancello: l’urto ha prodotto un grosso rumore e una persona si è affacciata alla finestra. È stato solo a quel punto che l’aggressore, alto e con indosso una tuta bianca, è fuggito».

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