«È solo una grande montatura»
L’accusato si difende: «Se avessi saputo che dovevo marcare l’avrei fatto»
«È tutta una bufala, una grande montatura, una storia squallida e mi dispiace ma avrò modo di provare tutto. Sono molto amareggiato per questo. L’Ausl si è già fatta in disparte, non si costituirà parte civile e la somma che mi è stata sequestrata è stata dissequestrata. Ho già saldato tutto io». Così l’ex primario, raggiuntolo telefonicamente. Il suo avvocato Alessandro Sivelli spiega: «Il mio assistito è amareggiato, so sente vittima di un gioco pesante. Si è voluto dare retta ad un qualche corvo, motivato da lotte intestine all’interno di quell’ospedale, assecondare le illazioni e agire come si è agito invece di usare metodi trasparenti. Bastava informarlo che ogni problema sarebbe stato evitato, per tutti. Perché lui non sapeva affatto di aver l’obbligo di dover marcare il cartellino. In altre strutture, da lui pure frequentate, non c’è affatto questo obbligo per i primari. Il mio assistito ha sempre e comunque pensato che fossero più importati gli obiettivi della qualità, cioè i risultati ottenuti sul campo, raggiunti tutte le volte, piuttosto che i meri numeri dei cartellino. Risultati che negli anni non sono mai mancati e questo è risaputo sia tra i medici che tra i vertici dell’Ausl nonché ovviamente tra tutti i pazienti».
«In sostanza - prosegue l’avvocato Sivelli - se fosse stato informato che doveva timbrare ogni qualvolta avesse avuto uno spostamento o effettuato qualche intervento altrove, lui lo avrebbe fatto. Invece di informarlo si è voluti andare a creare il polverone. Sono stati usati metodi che si potevano chiaramente evitare. Addirittura gli hanno piazzato anche in Gps, un localizzatore nell'auto per monitorare i suoi spostamenti. Ripeto, era tutto evitabile, non è certo uno di quelli “di San Remo”. Per questo siamo sereni. Non per niente, non appena il mio assistito ha saputo qualcosa si è presentato spontaneamente al nuovo direttore dell’Ausl spiegando la sua condotta, ammettendo da subito che non marcava perché non sapeva che dovesse marcare. Si è reso da subito disponibile nel risarcire l’eventuale somma. E poi ha presentato volontariamente lui stesso le proprie dimissioni».
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