Finanza smaschera primario assenteista
Solo un giorno alla settimana timbrava in modo regolare. Gli accertamenti rivelano che andava a casa o a fare la spesa
Essere un primario permette parecchie libertà nell'ambito lavorativo. Se anche è in forza all’ospedale di Pavullo, all’occorrenza questo medico, considerate le richieste e la sua abilità professionale, può effettuare una prestazione in qualsiasi sala che ricada nella copertura territoriale dell’Ausl modenese. Può dunque intervenire a Mirandola, a Modena o a Vignola e, dove si trova, timbrare in loco il cartellino. Tutt’altra vicenda è se un primario, in forza all'ospedale di Pavullo, timbra in sede e invece in quella sede non c’è. E non è nemmeno da nessun’altra parte a fare interventi. E dove sarà allora? Ci sono due opzioni, secondo chi indaga: o sta facendo le sue faccende personali, dallo shopping al portare fuori il cane, oppure sta lavorando ma in modo privato, sta facendo visite, cioè affari privati. L’incredibile è che, in base agli accertamenti, questi era presente in modo regolare in ospedale un solo giorno alla settimana.
Il medico finito nel mirino della Finanza è un primario dell’ospedale di Pavullo, anzi, un ex primario visto che ha rassegnato le dimissioni dal settembre scorso proprio a seguito di questa vicenda.
Le indagini sono state condotte dalla tenenza di Vignola: il medico assenteista è stato denunciato dunque per truffa aggravata e false attestazioni ai danni dello Stato per aver indebitamente percepito, al netto delle imposte, maggiori somme, quantificate in circa 40mila euro. Somme per le quali è già stato eseguito il provvedimento di sequestro per equivalente disposto dalla competente autorità giudiziaria, pm il sostituto procuratore Maria Angela Sighicelli della Procura di Modena.
Come detto, i primi segnali che qualcosa non andasse arrivarono alle “orecchie” della direzione dell’Ausl già nell’inverno scorso. La presenza-assenza, per quanto ogni primario goda legittimamente di una certa libertà operativa e di orari, aveva iniziato ad insospettire, a creare qualche malumore nello staff, nell’ospedale e tra i pazienti del reparto.
Il medico in questione è un medico conosciuto, stimatissimo professionalmente, che è stato primario presso un’altra Ausl e che è poi passato alla corte della nostra Ausl diventando primario a Pavullo. L’Ausl iniziò la sua indagine interna, iniziò a controllare gli orari e soprattutto ad ascoltare gli altri lavoratori, chi a vario titolo, gravitava nel reparto. Arrivata ad avere già un primo quadro della situazione, l’Ausl segnalò il tutto alla Finanza e il primario venne sospeso. Vennero così interrogati anche i pazienti, per confermare o meno se effettivamente quella operazione quel giorno e quell'ora era stata effettuata dal medico in questione.
La Finanza sostiene che sin dalle prime fasi delle indagini sono apparsi anomali i movimenti giornalieri del medico che, sistematicamente, nelle ore antimeridiane, lasciava l’ospedale per recarsi all’indirizzo della propria abitazione modenese, per poi far ritorno sul luogo di lavoro solo il giorno successivo. In particolare, agli atti sono stati documentati gli spostamenti del primario che, non sapendo di essere osservato, dopo il passaggio a casa, si recava a fare la spesa, oppure presso un esercizio commerciale gestito da un familiare o ancora in visita all’anziano genitore. I militari avevano piazzato anche un Gps nell’auto del medico per monitorare gli spostamenti. L’analisi delle prove acquisite, confrontate con la documentazione acquisita presso l’Ausl, ha consentito alla Finanza di ricostruire compiutamente i termini dell’intera vicenda.
Nel corso dell’attività investigativa, la Finanza vignolese ha accertato che le illegittime condotte assenteiste del medico perduravano già da alcuni anni, nel corso dei quali la regolare presenza sul posto di lavoro, circa gli orari di servizio prestati, è stata riscontrata solo per una volta alla settimana. Nelle altre giornate lavorative, invece, il medico ha riportato orari di lavoro non corrispondenti a quelli prestati, utilizzando, alternativamente, il marcatempo dell’ospedale di Baggiovara dove svolgeva attività libero professionale intramoenia, oppure il portale web aziendale in cui inseriva orari di lavoro mai prestati.
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