Grani antichi, a Villa Sorra la semina è raddoppiata
Castelfranco. Si punta al secondo raccolto, il pane quest’anno sta andando a ruba Tanta soddisfazione per i ragazzi dell’istituto Spallanzani sostenuti da Slow Food
CASTELFRANCO. Dopo il grande successo del primo raccolto di grani antichi, è stato seminato il grano a Villa Sorra per la seconda tornata, con la speranza di bissare, anzi superare, il successo già ottenuto. L’area seminata è infatti raddoppiata, passando a 1,7 ettari. Intanto è in vendita, ed è apprezzatissimo, il pane di Villa Sorra. Tutto merito degli studenti dell'Istituto Spallanzani. Le quantità disponibili sono limitate, viene macinata poca farina per volta, a pietra, per poterne conservare al meglio la qualità; nonostante ciò, c'è già chi, come Gabriele Serafini del Forno Baracca di Nonantola, si è trovato nelle scorse settimane con la fila fuori dalla porta, tanto è grande l'interesse che ha suscitato il prodotto. Si tratta infatti di un pane particolare, coltivato con qualità di grano differenti da quelle maggiormente usate nell'industria, in grado di dare un'impronta qualitativa migliore. «È venuto fuori un grano meraviglioso, in grande quantità», commenta soddisfatto Giuseppe Modena di Per Villa Sorra. «È un prodotto buono, pulito e giusto» dice Nico Lusoli, fiduciario di Slow Food Modena e partner del progetto dei grani antichi: «È un pane buono da mangiare, pulito perché è coltivato senza additivi chimici ed è un prodotto nella cui creazione è stato fondamentale l'apporto umano, di un fornaio come Gabriele Serafini. È un progetto che parla di biodiversità e anche di recupero del paesaggio, della campagna tra Modena e Bologna, coi nostri campi coperti di spighe alte tre volte tanto quelle usate nell'industria». Il pane di Villa Sorra è stato anche presentato ad Expo qualche settimana prima della chiusura, all'interno del padiglione di Slow Food. «La giornata di Expo è stata un successo - hanno dichiarato i presenti - Decine di persone, tra cui alcuni castelfranchesi, sono venute a vederci e sono rimaste piacevolmente sorprese dal progetto, presentato tramite un video e degustazione. Essere andati ad Expo, la vetrina dell'agroalimentare, è stato molto importante». Il progetto, però, non si esaurisce qui: prova ne è la seconda semina avvenuta. «Il progetto, iniziato nel 2014, è stato concepito come biennale - spiegano dall’istituto Spallanzani - ma l'idea è di portarlo avanti ancora, dargli sempre più autonomia e farlo camminare sempre più sulle proprie gambe, magari farlo diventare un'opportunità d'impiego per i giovani in agricoltura. La giornata di Expo è stata un punto di inizio. Siamo soddisfatti della risposta della gente, anche all'esordio in commercio e vogliamo andare avanti».
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