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Liti tra Sinistra e Renziani tensione nel Pd di Modena

di Davide Berti
Liti tra Sinistra e Renziani tensione nel Pd di Modena

Prima il provvedimento per chi non andrà alle assemblee, poi la lettera critica rivolta ai vertici: tutti sgomitano, ma nessuno è più in grado di “parare i colpi”

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Due cose sono successe nelle ultime quarantotto ore in casa Pd: il regolamento che blinda la partecipazione alle assemblee democratiche, come una sorta di obbligo di frequenza, e la lettera della Sinistra Pd modenese molto dura con la direzione , anche provinciale.

IL MOMENTO. Due episodi che apparentemente sembrano slegati, ma che in realtà nascono da una matrice comune: la precarietà che oggi si respira dentro al Pd. Già il solo fatto di obbligare alla partecipazione, pena l’espulsione, o identificarsi come movimento di sinistra dentro a un partito che aveva detto di non voler fare più differenze, sono sintomo che qualcosa non va. E dire che l’ultima prova era stata superata in modo brillante, con l’elezione a segretario cittadino di Andrea Bortolamasi, arrivata dopo una lunga operazione di sintesi, resistendo anche ai mugugni che vogliono Bortolamasi come braccio armato di Stefano Bonaccini in città. Ora, invece, la saldatura tra ex Ds, qualche renziano, i malettiani, un pezzo della Sinistra Giovanile, Gian Carlo Muzzarelli e il senatore Stefano Vaccari, oltre a qualche anima persa tanto per citare gli attori principali, rischia di diventare una bomba ad orologeria.

MARTINA... NO PARTY. Intanto i corridoi dicono che il presidente Bonaccini e lo stesso Bortolamasi sarebbero sul piede di guerra per l’iniziativa di lunedì prossimo a Palazzo Europa quando alle 18 arriveranno Maurizio Martina e Vasco Errani. Un po' come l'ex presidente che arriva nella casa del suo successore senza una telefonata: non benissimo…

L’iniziativa non è del Pd, ma di una corrente, è chiaro. E a proposito di iniziative Bonaccini ne fa ovunque, ma non a Modena. I motivi sono noti: rapporto col segretario Lucia Bursi ormai al minimo storico, area renziana che vive in modo disarticolato, Sinistra Dem che lo sopporta e soprattutto tensione con Muzzarelli.

“SUPERMUZZ”. Un Muzzarelli che non perde occasioni, in pubblico e in privato, di scagliare frecce, alcune anche belle affilate, a Bonaccini. In un incontro con i consiglieri regionali modenesi il sindaco non sarebbe andato tanto per il sottile, arrivando a sostenere, in parole povere, che in Regione ci sono poche idee. I punti caldi ci sono: sanità, area vasta, nuova legge sull'urbanistica. Muzzarelli ha da sempre, su questi ed altri temi, “la lettera facile” e l’indirizzo della Regione lo ha stampato a ripetizione: non c'è argomento che non tratti personalmente, andando anche ben oltre i suoi assessori. Da qui anche l’idea di un rimpasto primaverile non è poi così lontana.

FALLO IN... AREA. Ma il problema con Bonaccini resta, prima ancora della convivenza in Municipio con Francesca Maletti. Lo scontro vero, al di là del buon viso a cattivo gioco, è sull’area vasta. Entro fine mese, quando Bonaccini rientrerà da una missione negli Stati Uniti, ci sarà il faccia a faccia decisivo con Muzzarelli e sul tavolo basterà una cartina dell’Emilia Romagna con indicate anche Ferrara e Reggio Emilia, le altre protagoniste di questo dibattito. È come un cane che si morde la coda: Bonaccini dice Reggio, Muzzarelli vuole Ferrara e Reggio, Reggio di venire con Modena non ne vuole sapere, almeno è questo il pensiero di buona parte del Pd d’oltre Secchia.

PARTITO CHI? Un Pd, tornando a valle del monte di problemi, che non riesce più a fare sintesi, sembra di essere tornati indietro di due anni, alla vigilia delle amministrative. La corrente di Martina, che lunedì sarà a Modena, è rappresentata in provincia soprattutto da Stefano Vaccari, che sta allargando il consenso agli ex Ds, vedi la presenza di Errani, classico esempio di chi vuol fare arrivare un messaggio chiaro a Matteo Renzi senza però forzare fino alla rottura col partito.

C’ERA UNA VOLTA RENZI. L’ala renziana è, a Modena, più complessa che altrove: tanti sono con Francesca Maletti, ma alcuni procedono anche in maniera autonoma e in una logica di governo hanno scelto Muzzarelli. Il problema, però, questa volta è politico e non amministrativo. Nessuno, malettiani e non, sembra intenzionato a prendere in mano la questione partito. Nessuno, nemmeno della componente richettiana, dove Paolo Negro è sempre al suo posto, pone ufficialmente il problema. Ma si sa che Lucia Bursi è, in quest’area, mal digerita. Va detto che paga anche colpe non sue, ma la tattica della copertura, senza attacchi e senza acuti, regge sempre meno: solo il senatore Vaccari è strettamente al suo fianco, oltre ad alcuni sindaci come lo stesso Muzzarelli e Claudio Pistoni.

Posizionamenti. Chi prova a farsi largo? La compagnia del Vamolà si muove come una sorte di terzo incomodo, cerca spazio con il consigliere regionale Luca Sabattini che prova a tenere Leonardo Pastore e Tommaso Fasano cercando di non far storcere troppo il naso a Stefano Vaccari, l'uomo del dialogo per buona parte del Pd. La Sinistra Dem è, come detto, la più organizzata - vedi la lettera di cui sopra - a recitare un ruolo. Il riferimento a Roma è Maria Cecilia Guerra, a Modena Paolo Trande e a livello provinciale il segretario di Carpi Marco Reggiani.

IL FUTURO È UN’IPOTESI. Il problema, in questo spezzatino, è uno solo: chi ha voglia di metterci le mani? Dopo le prossime Amministrative, primavera inoltrata, sembra ormai certo che il partito vivrà a livello provinciale un suo rinnovamento. I nomi non mancano, ma più che un onore, il prossimo segretario provinciale avrà parecchi oneri. La fase è di transizione, ma comunque di cambiamento: Ivano Miglioli è silenzioso, a Giuliano Barbolini è stata negata la Fondazione Crmo, la generazione dei 40/50enni è in difficoltà perché deve governare anche i ruoli istituzionali, vedi Bonaccini, Vaccari, Richetti. Una generazione politicamente più giovane che preme c’è. Filippo Molinari è il nome più papabile. Qualcuno pensa a Benedetta Brighenti, che ha un ruolo di peso in Anci e a Bruxelles. Prima, però, servirà fare comunque un po' d’ordine.

@dvdberti

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