Gazzetta di Modena

Modena

Pastorelli, fratelli modenesi ad alta velocità

di Valentina Corsini
Pastorelli, fratelli modenesi ad alta velocità

L’avvocato Luca e l’ingegnere Nicola corrono in auto per hobby : hanno vinto il campionato italiano Gran Turismo Gt Cup

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MODENA. Se si volesse fare un paragone dei cartoon calcistici, altro non si potrebbe che definirli come gli Holly e Benji dei motori. E se è vero che i due protagonisti del cartone animato tanto amato dai ragazzi degli anni ’80, non sono che personaggi di fantasia, uniti non da legami reali di sangue ma da una fraterna passione calcistica, questa è la storia invece di due fratelli veri, modenesi doc, che da bambini ai classici due calci ad un pallone nei campetti sotto casa, hanno preferito il rombo dei motori in pista. Perché è un amore quello per la corsa, non campestre, ma in sella ad una due e poi ad una quattro ruote che parte sin dalla loro infanzia, li accompagna nell’adolescenza, fino a renderli trionfatori, oggi, di un campionato automobilistico ad alti livelli. Loro sono Luca e Nicola Pastorelli, piloti non per professione, ma ça va sans dire, per pura passione. Avvocato penalista il primo e il maggiore dei due, Luca, ed ingegnere-imprenditore il secondo, Nicola. Due cinquantenni modenesi “evergreen” (come si definiscono loro stessi) che il 19 ottobre scorso il Mugello ha incoronato campioni italiani Gran Turismo nella classe Gt Cup. Li incontriamo entrambi, per scambiare due parole in merito a quello che si potrebbe definire come “il curioso caso di due affermati professionisti diventati piloti”. Ed è Luca, da fratello maggiore qual è, a fare gli onori di casa Pastorelli.

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Passione, quella per i motori, che parte da molto lontano

«Da così lontano che è nata con me- scherza Luca- fin da quando eravamo bambini, io e mio fratello Nicola ci siamo sempre divertiti a salire in sella o a bordo di qualche mezzo: motorino, moto, go kart. Insomma a qualsiasi cosa avesse le ruote e ci permettesse di correre e giocare così a gareggiare tra amici. Sarà perché sono modenese, terra di motori per antonomasia- ammette il maggiore dei due Pastorelli- ma l’amore per i motori c’è l’ho sempre avuto nel dna, fa parte di me». Un gioco da bambini, quello delle corse, diventato invece col tempo e l’età adulta, qualcosa di più serio. È da 4/5 anni infatti che io e Nicola corriamo insieme “seriamente” , a livelli automobilistici di un certo rilievo, da ragazzini era un semplice divertimento, poi la passione è rimasta, e nonostante io sia un avvocato a tempo pieno oggi- precisa Luca- e mio fratello un professionista ugualmente impegnato, non abbiamo mai smesso di correre e provare così ad ottenere qualche risultato discreto».

Più che discreto, avete vinto il Campionato italiano Gran Turismo Gt Cup.

«Correre insieme ad altre 40 macchine, guidate da piloti di altissimo livello, in un contesto professionistico - tradiscono non poca emozione le parole di Luca Pastorelli che continua a raccontare - è stata un’emozione indescrivibile. In un campionato durato 7 mesi, fatto di 14 gare, arrivare a vincere il titolo di campioni italiani è una gran bella soddisfazione».

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Come ci si prepara da piloti non professionisti, a correre invece in un campionato a così alti livelli?

«Innanzitutto con un approccio graduale, fatto di ripetute prove, di grande umiltà e della capacità di ascoltare e mettere in pratica i consigli che ti vengono dati da piloti più esperti. Poi ci vuole un’attitudine naturale e una buona preparazione atletica. Sia io che Nicola- precisa Luca- cerchiamo di condurre una vita da sportivi: andiamo in bicicletta e in palestra per arrivare alle gare in perfetta forma fisica».

E la vostra famiglia come ha reagito a questa vittoria?

«La famiglia ci ha sempre supportati ed è felicissima per il nostro traguardo. La mia compagna mi ha assecondato fin dall’inizio, così come le mie due figlie, orgogliosissime di vedere il loro papà trionfare con lo zio in pista».

Ma cos’è che le piace di più del correre in auto?

«Tutto. La velocità, la competizione, la condivisione delle strategie con gli ingegneri e i meccanici. Una volta in pista, non me ne andrei mai più via. Sono un vero appassionato di questo mondo» conclude Luca Pastorelli.

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