Sport, 25 impianti in cerca di una gestione
Scadono le concessioni per 8 centri e 17 palestre, ma in alcuni casi la riassegnazione è scontata
SASSUOLO. Arrivano alla scadenza della concessione otto impianti sportivi comunali del territorio e diciassette palestre, che nel 2016 dovranno essere nuovamente affidati. Una concomitanza importante che richiederà all’assessorato allo Sport un lavoro impegnativo: l’assessore Giulia Pigoni ha inserito il tema nel Documento di programmazione della giunta e ne ha parlato in consiglio comunale. Si va dagli impianti più importanti di Sassuolo a campi e sedi più piccole. Il numero uno è lo stadio Ricci, che comunque verrà riassegnato, con pochi dubbi, al Sassuolo calcio che ne ha fatto la sua base per la preparazione al campionato di serie A e che ne gode in esclusiva totale.
C’è dell’altro: il Bocciodromo e i locali attigui per somministrazione cibi e bevande; i campi di via prolungamento Parco destinati all'addestramento cani; il campo sportivo di viale Toscana con servizi e spogliatoi; il centro sportivo di San Michele; l'impianto Falcone e Borsellino di via Refice; il centro sportivo Dalla Chiesa in via Paganine.
Per alcuni di questi impianti le assegnazioni sembrano scontate, come per esempio l’addestramento cani a un’associazione cinofila e il Bocciodromo alla Bocciofila Sassolese, anche se c’è da valutare la sperimentazione sul locale attiguo, assegnato a soggetti esterni due volte e due volte fallito e nell’ultimo anno rilevato dagli stessi bocciofili con promessa di rivedersi e valutare.
Sui campi da calcio la situazione è complessa, come per le palestre. Nel secondo caso il problema è relativo all’affollamento di squadre e associazioni dedite a numerosissime attività, dalla pallavolo al basket, alla scherma, alle arti marziali, che devono poter usufruire di uno spazio e far combaciare gli orari. I campi invece, vista la crisi del calcio giovanile, che negli ultimi anni ha visto scomparire diverse società sportive importanti, dovranno essere riassegnati valutando l’effettiva presenza di società interessate e la loro solidità. Già negli ultimi mesi sul calcio ci sono stati molti cambiamenti e si è tentato di fare ordine in una situazione di associazionismo spesso in difficoltà, in alcuni casi lasciato al suo destino. Ci sono esempi positivi, come il recupero e la riassegnazione del campo di Borgo Venezia con l’impegno unitario di associazioni e Comune; altri meno, come lo stesso campo Giovanardi, riaffidato non senza polemiche (scade nel 2018).
Fre le novità per queste concessioni c’è ora la presenza della Consulta dello sport. Fin dalla creazione si è infatti specificato che l’organismo che riunisce le società sportive avrebbe avuto anche un ruolo negli aspetti gestionali.
Gabriele Bassanetti
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