Paganine, svuotata la “dispensa” dell’agriturismo Rubbio
I malviventi hanno riempito il furgone del locale di Paganine di carne e di salumi Presi pc, 100 bottiglie di balsamico e attrezzatura agricola: colpo da 20mila euro
MODENA. «Mi sono affacciato alla finestra e li ho visti nel cortile, due che spingevano il mio furgone Opel, l’altro di fianco al volante che spingeva pure lui. Avevano le classiche facce da rumeni, di gente dell’Est. Ho urlato con tutta la voce che avevo perché, pensavo, facendo confusione questi si allarmano, mollano tutto e scappano. Invece quelli sono saliti, hanno messo in moto e sono scappati con le mie cibarie e anche col furgone. Ho provato ad inseguirli, ma il tempo di scendere, salire in auto, iniziare a correre... ormai questi erano chissà dove».
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Così Giuseppe Rubini, titolare assieme alla moglie dell’Agriturismo Rubbio, una bellissima struttura rurale completamente restaurata, con giardino, veranda e anche piscina, un locale che si trova tra il verde della frazione di Paganine. I ladri sono entrai in azione alle 4 del mattino hanno fatto razzia di insaccati, carme e bottigliette di aceto balsamico, preso alcuni pc: un bottino che supera i ventimila euro. A cui però vano aggiunti i danni: le porte forzate e smontate, un pezzo di recinzione divelto. E anche la beffa: «Visto che si sono trovati bene - commenta ironicamente Giuseppe - si sono fatti anche un bel pezzo di torta e pure il sorbetto».
«Io e la mia famiglia dormiamo nel caseggiato - spiega il titolare - e l’unica cosa che ho notato, nel cuore della notte, era il nostro cane Ringo che invece di abbaiare ululava. Sembrava un lupo. Ho cercato di ascoltare meglio e così ho percepito il classico rumore dei pneumatici che lentamente passano sopra alla ghiaia, il rumore di chi passa a piedi a sulla ghiaia. Mi sono affacciato e ho fatto la scoperta. Finito l’inutile inseguimento, abbiamo ricostruito il colpo: la banda, almeno tre, hanno lasciato un auto all’esterno, dal lato della piscina, poi hanno rotto un pezzo di recinzione metallica e si sono portati all'ingresso del ristorante. Qui hanno praticamente smontato la serratura, tirato via la porta facendo piano.
E hanno portato via con calma tutta la carne dell’agriturismo, i prosciutti, le coppe, le salsicce, le pancette, i salami. Insomma, tutto quello che c’era. Poi sono andati in zona uffici e lì, sempre spaccando le porte, hanno preso i pc. Poi è stata la volta dell’acetaia: almeno un centinaio di bottiglie pregiate. Ma non è finita: sono andati anche nei magazzini e lì hanno fatto man bassa di attrezzatura agricola, trapani, flessibili e quant’altro. Visto che avevano tanta roba, allora hanno pensato bene di caricare il tutto sul mio furgone. È stato ritrovato, nel Bolognese, con resti di Parmigiano: segno che l’hanno usato per fare razzie nei caseifici». «L’allarme? Avevamo quello perimetrale. l’unico davvero valido, ma qui tra gatti, cani e caprioli che girano era tutto un suonare e allora abbiamo lasciato stare. Ora cercheremo una soluzione appropriata».
Stefano Totaro
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