Formazione e inglese per i nostri studenti
I compiti del presidente di Medicina non è solo quello di seguire l’attività in corsia ma anche - e soprattutto verrebbe da dire visto l’importaznaza della formazione - preparare nel migliore dei...
I compiti del presidente di Medicina non è solo quello di seguire l’attività in corsia ma anche - e soprattutto verrebbe da dire visto l’importaznaza della formazione - preparare nel migliore dei modi i medici di domani.
Professor Pellacani, Quali obiettivi si è dato per il prossimo futuro di Medicina?
«Mi piacerebbe creare una serie di infrastrutture di supporto alla ricerca per dedicare meno tempo alla burocrazia. Sempre sul tema degli studi in progetto c'è una struttura accademica che dia competenza, metodologia e supporto ai ricercatori, che devono avere più tempo e aiuti per fare ricerca. La ricerca deve essere rilanciata, perché ce ne è una quota ferma al palo che va favorita con tempi e modi nuovi. E' una bella sfida, ma se vogliamo essere attrattivi e guardare all'estero, tutto passa da qui».
Per gli studenti cosa farebbe?
«Mi piacerebbe dire cosa faremo, senza condizionale. Creare percorsi formativi a fine laurea più indirizzati alle vere attitudini degli studenti che dopo i primi cinque, sei anni potranno scegliere il percorso cui tendere in modo più chiaro: se uno ha una predisposizione chirurgica, un percorso che gli faccia veramente capire da subito le diverse specialità e attitudini. Così per la medicina o per l'emergenza/urgenza, quest'ultima molto cara alla nostra Accademia. Poi, sempre pensando all'estero, una maggiore attenzione alla lingua inglese. Da questa nessun bravo medico può più prescindere».
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