Massacro di Renazzo, la mamma del rapinatore di Castelfranco «Mio figlio non ha mai fatto del male»
La madre del 22enne di Castelfranco accusato di rapina e tentato omicidio ha dato l’incarico a un legale. Il ragazzo ha confessato
CASTELFRANCO. «Mio figlio ha fatto questo? Non riesco a crederci, non ha mai avuto comportamenti di questo tipo». Con queste parole ieri la madre di Florin Constantin Grumeza, 22 anni, romeno, residente a Castelfranco Emilia, in carcere a Ferrara con l’accusa di tentato omicidio e rapina aggravata in concorso, si è rivolta all’avvocato modenese Lorenzo Muracchini affidandogli la difesa di fiducia del giovane. La madre del giovane ha detto al legale, durante la telefonata avvenuta, che il figlio «non ha mai fatto male a nessuno, neanche a una mosca». Queste le parole di una donna sconcertata per un episodio di violenza inaudito.
Il ventiduenne si era rifugiato a Castelfranco dopo aver aggredito assieme ad un complice Cloe Govoni, 84 anni, di Renazzo, e la nuora Maria Humeiuc, 53 anni, riempite di botte per un bottino insignificante e dal 6 novembre scorso ricoverate in ospedale a causa delle gravissime ferite riportate durante la rapina. Per gli stessi fatti e con gli stessi addebiti è custodito in cella Leonard Veissel, 26 anni, anche lui romeno, che si nascondeva a casa di una connazionale a Crespellano di Bologna quando i carabinieri di Cento sono andati ad arrestarlo.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.12402560:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2015/11/07/news/presi-a-castelfranco-i-rapinatori-che-hanno-massacrato-di-botte-due-donne-a-renazzo-1.12402560]]
Florin ha ammesso i fatti davanti al magistrato che sta coordinando l’inchiesta, il sostituto procuratore di Ferrara Filippo Di Benedetto. Da quanto si è appreso, ai militari di Cento e al magistrato ha detto che il piano del furto si è complicato per la presenza delle due donne nell’abitazione e che «la situazione ad un certo punto è sfuggita di mano».
Veissel è stato chiamato in causa da Grumeza, secondo il quale avrebbe partecipato alla violenza irruzione nell’appartamento. I due l’avrebbero decisa dopo aver compiuto, nei giorni precedenti, un sopralluogo a Renazzo ed essersi convinti che non avrebbero trovato particolari problemi se fossero entrati in quell’appartamento. Intanto restano ricoverate in ospedale le due donne ferite durante l’aggressione. Maria Humeiuc si trova al “Maggiore” di Bologna dove il suo stato di salute ha registrato qualche segnale di miglioramento. Gravissime restano le condizioni di Cloe Govoni, che si trova al Sant’Anna di Ferrara ed è ancora in pericolo di vita.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.12415559:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/assalto-a-renazzo-arrestati-i-due-banditi-di-castelfranco/50058/50323]]
Intanto, nel paese dove è accaduto il gravissimo episodio, ci si interroga su quanto accaduto. «La paura c'è, ma Renazzo rimane un paese tranquillo e sicuro. Per gli aggressori però, pene certe ed esemplari»: questo il pensiero ricorrente.
Con un pensiero rivolto alle vittime di questo caso di violenza, il parroco del posto ha dedicato, assieme a tutta la comunità parrocchiale, una preghiera. Il sacerdote don Ivo ha poi invitato tutti ad una profonda riflessione. Pensieri contrapposti, spinti dalla rabbia e dalla sete di giustizia nei confronti di chi si è reso protagonista di tanta crudeltà, come dal timore per la sicurezza propria e dei propri cari, e dal dolore per un fatto che poteva accedere a chiunque.
Ovviamente non sono mancate polemiche politiche sul da farsi in futuro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
