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«Dal sindaco parole inquietanti»

«Dal sindaco parole inquietanti»

Italia Nostra sulla vittoriosa sentenza: «Si colga l’occasione per rinnovare»

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«Un cavillo burocratico, lo ha detto il sindaco, pretendere il rispetto del piano regolatore. Messaggio inquietante per l'urbanistica modenese». Comincia così Italia Nostra nel commentare la notizia del Tar che ha stoppato il progetto del Sant’Agostino.

«Stupisce e francamente preoccupa la reazione del Sindaco alla sentenza che ha dichiarato illegittimo il permesso di costruire il “polo librario” dentro e contro l'insediamento storico del Sant’Agostino. Realizzarlo sarebbe un abuso urbanistico – edilizio, ha giudicato il Tar, perché quel progetto viola le regole del piano regolatore e della legge regionale, la disciplina di tutela del centro storico. Ma il sindaco dice che il Tar non è entrato nel merito e si è limitato a cogliere una mera irregolarità nello sviluppo del procedimento. È un cavillo burocratico, insomma, il rispetto del piano regolatore e proprio nella parte - il piano strutturale - che pone insuperabili limiti alle trasformazioni urbane a tutela dei caratteri essenziali e della stessa identità della città storica e dei suoi monumenti».

Poi le proposte: «La sentenza del Tar - prosegue Italia Nostra - sia invece la opportuna occasione per dar vita all’atteso progetto di rinnovamento, complessivo e organico, delle istituzioni culturali della città. Tutti gli spazi del Palazzo di Santa Margherita siano assegnati alla gloriosa “Delfini”, così promossa a biblioteca della città, con adeguata copertura bibliografica. I vasti spazi retrostanti al Palazzo dei musei siano destinati alla fisiologica espansione della Biblioteca estense (innanzitutto) e degli altri istituti, statali (la Galleria Estense) e comunali (i Musei civici e la biblioteca Poletti). Sant'Agostino sia riqualificato attraverso un rispettoso restauro, come la sede non solo della affermata Fondazione fotografia, ma pure delle attività di promozione delle arti visive contemporanee, lì adeguatamente ospitati la Galleria civica e il Museo Figurina, destinazione altrettanto impegnativa e di non minore prestigio rispetto al contestato progetto. (s.l.)

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