In via Ramelli bande di bulli in azione
Nell’aggressione di sabato sera coinvolti 25 ragazzi, pestaggio dopo un compleanno: due i rapinati
È stato il bullismo a spingere il gruppo di nordafricani a rapinare sabato sera non uno, ma due sedicenni nella piazzetta del cinema Victoria, in via Ramelli (ovviamente il cinema è del tutto estraneo al fatto). E non si è trattato di un episodio occasionale ma di un affondo di un gruppo allargato di nordafricani, una sorta di gang, contro un gruppo di coetanei italiani - tutti minorenni - che avevano appena finito di festeggiare un compleanno.
È quanto è emerso dall'approfondimento delle indagini condotte dalla Squadra volante della polizia di Stato dopo essere intervenuta con più pattuglie per fermare il pestaggio dopo la rapina su segnalazione di una guardia giurata mentre il pubblico assisteva allo “spettacolo”. Un pestaggio che ha visto soccombere il gruppo dei rapinati dopo aver coinvolto almeno 25 adolescenti. Il bottino: due cappellini griffati, un cellulare e una cintura. La polizia ha per ora denunciato solo uno del gruppo degli aggressori, il capetto, mentre le vittime sono state medicate e lasciate uscire dal pronto soccorso perché non hanno riportato lesioni gravi, anche se i genitori ripetono che sono sotto choc e temono persino ad uscire di casa. Resta il fatto che l'episodio avvenuto nella piazzetta dietro il Victoria, un luogo estremamente frequentato dai modenesi nelle serate del fine settimana. E oltretutto non è stato l'unico episodio di aggressione a minorenni.
Sabato sera forse erano già su di giri, fatto sta che i quindici tunisini che hanno affrontato una decina di italiani e nordafricani avevano già preso di mira uno in particolare. Infatti il capetto dei bulli si è avvicinato a un sedicenne modenese che stava uscendo con gli amici dalla galleria del cinema dopo aver festeggiato il compleanno. Aveva ricevuto in regalo dagli amici un bel cappellino di marca. E proprio quel cappellino aveva subito colpito il “boss”. Ha chiesto una sigaretta ma nessuno fumava e allora è iniziata l'aggressione. Prima spintoni poi il cappellino strappato in un attimo di distrazione creata ad arte dagli aggressori. «Ridammelo», ha detto il ragazzo, ma il bulletto ha detto che ormai era suo.
A quel punto è intervenuto un ragazzo modenese finora estraneo che era amico dell'amico della vittima. Si è fatto avanti ma i tunisini hanno iniziato a prenderlo a sberle. Mentre lo picchiavano e sfottevano, gli hanno preso la cintura e gli davano cinghiate in faccia. Il ragazzo si è piegato per proteggersi e uno dei tunisino gli ha sfilato il cellulare da una tasca mentre un alto prendeva anche il suo cappellino. Tanti passanti guardavano ma nessuno è intervenuto.
È stata avvisata la polizia che ha mandato le pattuglie della Squadra volante dividere i contendenti. Al termine, è emerso che si trattava di una doppia rapina vera e propria (il cellulare non è saltato fuori) eseguita con un'intimidazione da bulli.
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