«La variante al Psc andrà in aula»
Il segretario cittadino del Pd Andrea Bortolamasi: «C’è spazio per modificare l’offerta culturale»
Sant’Agostino, sono i giorni delle idee da riordinare. A cominciare da quel Pd che fatica a fare sintesi, figuriamoci poi sul Sant’Agostino.
Partiamo dall’inizio. Andrea Bortolamasi, cittadino modenese, cosa pensa?
«Penso che l’intervento sia necessario per restituire alla città una porzione del proprio centro storico, ora in condizione di semi-abbandono».
Quindi sarà d’accordo anche Andrea Bortolamasi in quanto consigliere comunale: farà di tutto per portare in aula la variante al Psc necessaria come da sentenza del Tar per approvare il progetto così come è adesso?
«Il Tar non ha parlato di lesione sostanziale, ma formale e procedimentale e nel suo provvedimento ha indicato anche le procedure per far sì che il progetto arrivi in porto in conformità alla procedure vigenti. Non è compito di un consigliere comunale portare in consiglio la variazione al Psc richiesta: la Giunta si muoverà nel solco delle indicazioni del Tar e le porterà in consiglio per la discussione, per essere approvate o respinte».
Bisogna che però il Pd, di cui Andrea Bortolamasi è segretario cittadino, prenda atto che il progetto, così com’è, è stato bocciato.
«Il Tar non é entrato nel merito del progetto, quindi nessuna bocciatura del progetto Aulenti, che è stato scelto all’interno di un concorso internazionale».
Allora da dove bisogna ripartire?
«Il tema mi sembra tutto politico: il complesso Sant’Agostino merita la massima attenzione possibile, proprio perché rappresenta un'opera di rilievo per la città e per la sua dimensione nazionale ed europea».
Non sembra, però, che dentro al Pd tutti abbiate la stessa idea.
«Vorrei che evitassimo una discussione che si avvita tra carte bollate o ancora peggio tutta interna a posizionamenti nel nostro partito: non sono d'accordo con chi pensa che tutto debba rimanere com’é e le dichiarazioni del consigliere regionale Boschini non sono in contrapposizione rispetto alle politiche dell’amministrazione. Nessuno, penso e mi auguro, all interno del Pd, vuole fermare o bloccare il progetto: dovremo iniziare un percorso per cogliere nuovi orientamenti e sensibilità, come fatto altre volte, in questa città».
Quindi qualche cambiamento al progetto lo vorrebbe?
«Il progetto culturale del complesso Sant’Agostino non è chiuso, è inserito a pieno all interno del Prg della cultura e va distinta la parte architettornica da quella funzionale: le funzioni si possono modificare, non c'è nessuna preclusione e sarà compito dell'Amministrazione cogliere nuovi stimoli ed indicazioni. Ci sono dei punti fermi, ma la sintesi la si tova in “avanti”. Non vorrei fossimo ricordati per aver sprecato una grande opportunità».
Davide Berti
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