Progetto S. Agostino lettera aperta ai modenesi
Non ho competenze giuridiche e quindi non entro nel merito. Si sono scontrate due diverse concezioni. Da un lato il rigore di “Italia Nostra”, impersonato da Giovanni Losavio. Dall’a...
Non ho competenze giuridiche e quindi non entro nel merito. Si sono scontrate due diverse concezioni. Da un lato il rigore di “Italia Nostra”, impersonato da Giovanni Losavio. Dall’altro, la prospettiva di rivitalizzare un edificio “morto” e farne un polo culturale per la città. Da un lato, il dovere di preservare un centro storico che nel dopoguerra ha subito gravi insulti (dal grattacielo dietro la Palazzina dei Giardini all’ex cinema Adriano). Dall’altro, la possibilità di promuovere cultura. Quello che mi interessa, e che interessa certamente anche a tutti i miei concittadini, è il futuro della città. Se il ricorso al Consiglio di Stato non dovesse avere un esito positivo, che cosa accadrà? Chiunque abbia dovuto frequentare l’Ospedale prima della chiusura, o l’abbia visitato di recente, sa benissimo che al di fuori della facciata, dell’atrio e della farmacia non c'è più nulla di rilevante che ricordi l’edificio del Settecento. Alcuni conoscono la mia opinione favorevole allo spostamento della Biblioteca Estense, di cui mi preme la fruibilità e la valorizzazione dell’importantissimo contenuto, non il contenitore (sfrattata da Palazzo Ducale, non doveva neppure essere collocata lì, ma nel Palazzo Santa Margherita). Le recenti decisioni del Ministero, che pongono sotto un’unica Direzione parti così rilevanti del patrimonio culturale Estense di Modena e Ferrara, ci obbligano a non fermarci, a promuoverlo in quella che diventerà “un’area vasta”. Franco Panini, lungimirante e appassionato cultore non solo di libri, così parlava nel 2006: «Se si considera che Ferrara ha i monumenti e qui a Modena si conservano le opere, si dovrebbe pensare che le due città possano consorziarsi e insieme collaborare. Ma devono aver voglia di collaborare sia le istituzioni sia gli sponsor delle due città». Si può essere d'accordo o no sui contenuti del “contenitore” progettato dalla Fondazione, ma occorre trovare il modo di non fermarsi, di andare avanti. Rispettiamo la legge, ma trasformiamo il Sant’Agostino in un polo culturale che promuova la città e la sua memoria.
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