Gazzetta di Modena

Modena

Martina: «Riorganizziamo la filiera lattiero-casearia»

di Felicia Buonomo
Martina: «Riorganizziamo la filiera lattiero-casearia»

«Il Parmigiano è il simbolo del Made in Italy, ora occorrono nuove strategie È giusta la protesta degli allevatori: chiediamo uno sforzo all’industria del latte»

3 MINUTI DI LETTURA





«Il Parmigiano Reggiano è il simbolo del Made in Italy, ma occorre riorganizzare la filiera lattiero-casearia. Noi facciamo la nostra parte ma nessuna norma si potrà sostituire al pensiero imprenditoriale».

È il ministro delle politiche agricole, Maurizio Martina, a parlare, ospite ieri mattina a Modena di Bper Banca.

«Si deve fare il punto insieme – afferma il ministro – su nuove strategie, guardare alle potenzialità che, soprattutto sui mercati internazionali, ha questa produzione. Occorre valorizzare tutta la filiera. In questo momento dobbiamo pensare ai nostri allevatori. Proprio in queste ore stiamo chiedendo, in particolare alla industria lattiera, di dare un segnale importante riguardo il prezzo del latte. Anche il Governo scende in campo a difesa di tutti gli allevatori italiani». Il riferimento è alla protesta di Coldiretti, la cosiddetta “guerra del latte”, nata dalla preoccupazione di perdere la produzione di latte, perchè oggi quasi la metà del latte consumato in Italia viene dall'estero e la situazione è precipitata nell'ultimo anno con il taglio pesante nei compensi riconosciuti alle stalle, dove manca la liquidità per garantire l'alimentazione delle mucche ed evitare la chiusura. Il settore presenta difficoltà: -30% per gli allevamenti, -30% per i caseifici. È stato evidenziato anche nella tavola rotonda organizzata da Bper Banca per presentare, anche al ministro Martina, Modena Terminal, la società di Bper dove opera il magazzino formaggi, adibito alla stagionatura del Parmigiano Reggiano.

«C'è bisogno di riorganizzare la filiera – prosegue Martina – e che le grandi Dop riflettano su come si posiziona in termini nuovi una produzione come la nostra. Ma la riorganizzazione è figlia del pensiero imprenditoriale, nessuna norma può risolvere il tema. Possiamo aiutare o complicare, ma con le leggi mai sostituirci». Qualche esempio di “aiuto” il ministro lo ha fatto, citando la sperimentazione che partirà a fine mese e porterà i prodotti Dop e Igp (41 in Emilia Romagna, di cui la metà modenesi) sugli scaffali della grande distribuzione organizzata. «Nella stagione del post-Expo – aggiunge il ministro – credo sia questo il nostro compito, ereditare fino in fondo anche le idee, i segnali che sono arrivati e muovere le cose, delineare nuovi prodotti ed essere consapevoli che il tema della difesa del reddito di chi vive di agricoltura ancora oggi è un tema cruciale».

Il Parmigiano Reggiano è il prodotto più rinomato all'estero ma anche quello più imitato. «L'agropirateria – sono le parole di Martina – non è una novità, ma il modello italiano, riguardo la lotta alla contraffazione sul fronte europeo e internazionale, è un modello al top. Ricordo che il ministero è il primo ente pubblico ad avere un procollo di lavoro con il provider Alibaba contro il falso cibo Made in Italy. Abbiamo reintrodotto l'indicazione obbligatoria della sede dello stabilimento di produzione o confezionamento per i prodotti alimentari». Tutele maggiori, che vanno anche al di là degli allarmismi, come quello che si è creato con la ricerca dell'Oms sulle carni rosse lavorate, definite cancerogene.

«Con gli allevatori – afferma Martina – siamo stati fianco a fianco in questa fase delicata. Quello studio sul piano scientifico non ha dato informazioni in più rispetto a quanto già sapevamo. Abbiamo gestito una situazione comunicativa complicata, si è fatto allarmismo su informazioni generiche».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google