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Mercato Albinelli, entusiami e incognite

Mercato Albinelli, entusiami e incognite

Modena. Il piano comunale divide gli operatori: chi parla di chiusure, chi punta a turismo e somministrazione

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MODENA. «Il piano comunale rilancerà l’Albinelli». «No, è una discesa continua». Si respirano climi diversi nel più importante mercato cittadino. Basta percorrere pochi metri per passare da un entusiasmo “sahariano” a un pessimo “glaciale”. «C’è un ottimo piano - ha riconosciuto Giuliano Barbieri, edicolante - abbiamo molta fiducia. Il mercato Albinelli non può sparire. Per noi è importante l’impegno del Comune. Il mercato sarà uno dei due posti, assieme allo sportello turistico, in cui comprare il biglietto per visitare il patrimonio Unesco. A Expo c’erano quattro eccellenze modenesi: il Duomo, il Museo Ferrari, il Museo Pavarotti e il mercato Albinelli».

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Sulla stessa scia anche Andrea Prandini, titolare dell’omonimo banco di macelleria. «Il Comune ci ha messo al centro del piano turistico - ha detto Prandini - e il mercato può offrire le eccellenze gastronomiche della provincia». Entrambi hanno apprezzato l’incontro con il sindaco la scorsa settimana. «Oggi il piano sarà discusso in Giunta - ha ripreso il secondo, componente del consiglio d’amministrazione del Consorzio Mercato coperto Albinelli - e ne parleremo anche noi. La somministrazione di cibi può essere un’ancora di salvezza. Attendiamo i controlli dell’Ausl, poi speriamo di partire presto per offrire qualcosa in più. Il percorso Discover Ferrari & Pavarotti Land fa girare turisti per il territorio e noi vogliamo esservi partecipi». Durante l’incontro con il primo cittadino sono emerse alcune parole chiave: servizio pubblico, concessione, feste. Si cercano soluzioni per i banchi in crisi: non tutti riescono a continuare. «Il mercato è morto - ha detto Abdur Rahman Sardar dal suo banco di ortofrutta - ci sono troppe spese e si fa fatica ad andare avanti. Noi alla fine dell’anno chiudiamo». «C’è un grosso calo - ha spiegato Antonietta Reggiani, storica titolare di uno stand - in 25 anni non avevamo mai visto una situazione così. Siamo in discesa, discesa, discesa». Altri, pur restando ottimisti, credono di dover puntare sulle proprie forze. «Il piano c’è - ha riconosciuto Sergio Fodor, il cui banco è aperto da tre anni - ma siamo fiduciosi su quanto stiamo facendo. Non c’è molta fiducia negli altri. Serve un po’ d’impegno in più: la giornata di Halloween è stata come tutte le altre. È il Comune che ci deve inserire nel piano per il turismo. Se un turista va in piazza Grande, il mercato Albinelli deve essere una tappa quasi obbligata. Nelle agenzie turistiche non si parla di noi. Ieri mattina sono venuti due pullman in piazza Grande, ma non è passato nessuno». «Il patto non è il futuro - ha concluso un’operatrice - ma un nuovo progetto. Per le somministrazioni il sindaco ha parlato di tempi brevi, magari all’inizio del nuovo anno. C’è tantissimo impegno per il turismo, ci sono anche corsi per l’accoglienza».

Gabriele Farina

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