Modena, riaperto l’ex Diurno dopo 40 anni
Modena. Viaggio nell’albergo sotterraneo che il Comune riqualificherà. L’assessore Ferrari: «Come? Lo decideranno i cittadini»
MODENA. Piastrelle e arredi liberty, lavandini e vasche utilizzate molti decenni fa per fare più belle le modenesi e più curati i modenesi. Eccolo il luogo meno conosciuto della città, l'ex albergo diurno di piazza Mazzini, chiuso da oltre trent'anni e visitato in anteprima oggi dalla Gazzetta di Modena grazie al fatto che il Comune l'ha messo al centro dell'iniziativa di partecipazione multimediale “Che ne pensano i cittadini?"
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I lettori e gli internauti meno giovani si ricordano di questo storico luogo, 500 metri quadrati di ampiezza alcuni metri sotto la piazza della sinagoga che l’amministrazione intende riqualificare in tempi brevi. Ci accompagna in questa visita all’ex diurno Carla Ferrari, assessore alla smart city e al bilancio del Comune. «Scendo anche io per la prima volta – dice l'assessore – e sono dunque un cittadino comune alla scoperta di un luogo che non conoscevo. Un posto curioso in una delle zone più centrali e al contempo meno conosciute del nostro centro storico. Nei giorni scorsi i settori tecnici del Comune lo hanno ripulito con i primi interventi per metterlo in sicurezza, togliendo ad esempio l'acqua che in alcune aree era tanta. L'ex albergo diurno, con i bagni pubblici, era un centro estetico ante litteram: anche a Modena, come in tutte le principali città europee, c’era un luogo di questo tipo». Dalla scala posta poco dietro l'edicola della piazza, oggi interdetta se non su prenotazione, si scende alla sala d’ingresso dove si trova ancora il banco della cassiera e una saletta che funge da deposito bagagli. Da qui si accede direttamente alle sale per le parrucchiere per signora e alle sale dei barbieri, al pedicure e alla manicure, all’area del lustrascarpe una funzione, quest’ultima, che solo i meno giovani ricorderanno. Già da queste prime sale si comprende come le Spa e le funzioni wellness e fitness in fin dei conti non sono state inventate in questi ultimi anni. Ma il meglio dell'area sotterranea deve ancora venire. Dalla sala d'ingresso partono due corridoi dai quale si accede alle sale da bagno e da toletta vere e proprie, che erano suddivise in prima e seconda classe, e ai gabinetti semplici. Già, perché il diurno fungeva anche da wc pubblico, come ora accade in piazza XX Settembre. In fondo ai corridoi sono posti i locali di lavanderia e stireria, dei cui arredi oggi resta molto poco, il guardaroba e i locali tecnici che fornivano fin dalle origini l’energia elettrica. Il rivestimento delle pareti, ancora presente pressoché dappertutto, è in piastrelle di ceramica di Sassuolo, mentre i pavimenti sono in cemento granigliato con decorazioni geometriche. All'epoca questo spazio, molto moderno, costò trecentosessantamila lire, come attestano i documenti rintracciati dal Comune. Ora saranno i cittadini a immaginare il suo futuro. «Io come cittadina - conclude l'assessore Ferrari - ho le mie idee su cosa fare di questo luogo, ma per ora le tengo per me e parteciperò al dibattito digitale come tutti gli altri cittadini. Il sito che abbiamo attivato è uno strumento digitale innovativo che apriamo con piazza Mazzini e il Diurno: lo strumento serve a organizzare assemblee virtuali, creando un patto di fiducia con i cittadini. Abbiamo a disposizione, per ora, risorse per 1,5 milioni di euro e chiediamo ai cittadini cosa vogliono per la piazza e il sotterraneo».
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