Genio e sregolatezza dentro e fuori dal campo
Miglior giocatore dell’ultima World League e trascinatore dei Bleus agli Europei, ma escluso dalla nazionale al Mondiale 2010, denunciato a Cuneo e in Francia
segue dalla prima
Trascinatore dei Bleus ai recentissimi Campionati Europei, chiusi trionfalmente con il successo a Sofia in finale sulla Slovenia, soprattutto leader indiscusso, con Bruninho di una Modena Volley che ne aveva già fatto un simbolo e una bandiera tanto da essere sul punto di prolungargli il contratto per altre cinque stagioni. In campo, un numero 1, anzi un numero 9, perché quello è il numero dei grandi del volley, vero, autentico, dotato di una classe cristallina; fuori dal Palazzo, come tanti, ma fortunatamente non tutti, i campioni, più sregolatezza che genio, e spesso finito agli onori delle cronache non per le sue prodezze, pipe, bilanceri e chi più ne ha, ne metta.
2010, inizio ottobre: il 19enne Earvin Ngapeth, figlio di Eric, campionissimo di fine Anni Ottanta, fa parte della spedizione francese ai Mondiali di Roma. Il 6 ottobre, Le Monde, riporta la notizia della sua esclusione dalla Nazionale, decisa dal tecnico Philippe Blain “per motivi disciplinari”, anzi per “altercation dans le vestiaire”, tanto per rimanere al pubblicato di facile traduzione.
La carriera di Earvin, fenomeno annunciato, uno scudetto e tre coppe di Francia con il Tours, prosegue poi in Italia, dove veste la maglia della Piemonte Volley, Cuneo tanto per interderci. Immediato il feeling con i tifosi che lo adorano, grandi partite, ancora una dimostrazione di talento fuori dal comune, ma ancora qualche problemino con le regole. Fermato in auto per un controllo il 30 dicembre 2011, dalla Polstrada a Madonna dell’Olmo, esibisce una patente e un permesso di guida internazionale emessi in Camerun (suo Paese d’origine) finendo denunciato per falso e guida senza patente.
Ngapeth ne esce però senza conseguenze il 7 aprile del 2014 dopo un processo per “falso e guida senza patente” perché il giudice dichiara il reato di falso “improcedibile perchè eventualmente commesso da straniero in un Paese straniero” e lo condanna a pagare un’oblazione di 3100 euro per la guida senza patente. Ngapeth lascia Cuneo e l’Italia per vestire la maglia del Kuzbass Kemerovo, ma la nascita del figlio e un infortunio che la società russa non gli vuol far curare in patria lo portano ad un altro burrascoso divorzio: valigie pronte e nuovo, grande amore, ancora in Italia, questa volta a Modena. Una chance enorme che Ngapeth sfrutta in campo nel miglior modo possibile: da idolo vero trascina la squadra al trionfo nella final four della Coppa Italia a Bologna. Una prestazione straordinaria la sua, che fa passare “quasi” inosservato un gesto del “tagliagole”! rivolto chiaramente senza voler offendere nessuno ai tifosi di Modena, ma del tutto inopportuno perché pochi giorni prima si era consumata la strage di Charlie Hebdo. A un campione come lui, Modena e i modenesi perdonano tutto: non la giustizia francese, però, che fa quasi una “somma di ammonizioni” e gli ordina di comparire davanti a un giudice con l’accusa da lui sempre negata di aver partecipato a una rissa all’esterno di una discoteca. Per quattro volte lui non si presenta.
L’ultimo capitolo è quello ormai noto: 21 luglio 2015, Earvin torna alla ribalta perché fresco reduce dal trionfo in World League viene accusato di aver chiesto a un controllore di ritardare la partenza di un Tgv alla stazione di Montparnasse a Parigi.
Il controllore lo denuncia per lesioni, lui nega ogni addebito: l’appuntamento è per il 22 febbraio 2016, sperando sia l’ultimo davanti a un giudice e che Earvin decida di fare solo quello che gli riesce meglio, cioè il Fenomeno in campo.
Fabio Rossi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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