L’integrazione vista dai Giovani Musulmani
Un gruppo che organizza incontri culturali e sociali, sostiene lo studio e promuove l’associazionismo
Insegnare ai ragazzi l’importanza della scuola e dello studio per la loro vita, insegnare la religione ai giovani musulmani e incentivare attività di volontariato che facilitino una piena integrazione: questi gli obiettivi che la sezione sassolese della Gmi (Giovani musulmani d’Italia) porta avanti da quasi 15 anni. Ogni domenica un gruppo di oltre 50 giovani, musulmani e non, si riunisce alla sala Blu di Fiorano per dialogare, approfondendo tematiche religiose e sociali, e per svolgere attività di gruppo: dai laboratori di teatro alla visione di video.
L’ultimo incontro, con al centro il concetto di “destino” ha visto una grande affluenza di ragazzi, che hanno ascoltato e fatto domande al responsabile della moschea di via Cavour Hicham Ouchim.
«Svolgiamo un incontro a settimana - spiega il responsabile dell’associazione Mustafa Akram, incontrato insieme al collega Hamza Bentaleb - su temi scelti dai ragazzi. La sezione sassolese è nata per volontà di alcuni studenti islamici a fine 2001, con lo scopo di far capire ai ragazzi quanto sia importante per loro andare a scuola e applicarsi nello studio. Oltre all’incontro settimanale, infatti, ogni mercoledì, nella nostra sede, organizziamo un laboratorio di aiuto studio, dove reciprocamente ci si sostiene con i compiti e dove anche i ragazzi con meno possibilità economiche possono trovare un supporto nel capire alcune materie. Il nostro obiettivo finale è quello di aiutare i giovani a essere responsabili, a non prendere cattive strade e ad integrarsi pienamente nella società che ci circonda. Non vogliamo, infatti, essere isolati nella nostra comunità: siamo quasi tutti nati in Italia e ci sentiamo italiani, tanto che ai nostri incontri possono partecipare, e partecipano, ragazzi di ogni orientamento religioso. Sempre in un’ottica di integrazione abbiamo fondato, insieme ad altre associazioni di italiani, il Gruppo Interculura, col quale stiamo progettando un grande evento ad inizio 2016. Oltre agli incontri di dialogo e ai laboratori crediamo che il volontariato sia un ottimo mezzo per responsabilizzare e integrare i ragazzi, affinché non si isolino dalla società che ci circonda e non prendano brutte strade. Per questo, ad esempio, incentiviamo i giovani a donare il sangue all’Avis o a pulire i parchi e altre aree della città».
L’associazione, con un direttivo di sette membri, raccoglie aderenti da tutto il distretto ceramico ed organizza anche tornei sportivi ed eventi per cercare di aggregare i giovani che non partecipano solitamente alle conferenze e agli incontri domenicali della sezione sassolese dei Giovani musulmani d’Italia.
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