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La “famiglia gialloblù” bacchetta l’idolo

La “famiglia gialloblù” bacchetta l’idolo

Centinaia di commenti sui social: i tifosi lo criticano ma sono pronti a perdonarlo anche da subito

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La notizia della confessione di Earvin Ngapeth al pm Mazzei, nella quale il fuoriclasse della Dhl ha ammesso di non essersi fermato a prestare soccorso ai tre ragazzi da lui stesso investiti nella nottata tra giovedì e venerdì davanti alla discoteca Frozen, è rimbalzata sui social network con una velocità spaventosa, anche sulla news lanciata dalla Gazzetta nel primo pomeriggio, dopo che la Dhl Modena aveva diramato un comunicato.

I tifosi hanno subito commentato con un mix tra lo sgomento e la rabbia, rabbia per essere stati traditi per l’ennesima volta dal loro campione che in campo ha trascinato Modena al successo in Coppa Italia e nella Supercoppa italiana, facendo letteralmente innamorare tutti i supporters canarini. Parole dure nei confronti di Ngapeth, reo di aver deluso una città intera che, nonostante qualche macchia fuori dal campo presente nel suo passato, nella sua persona aveva creduto ciecamente fin dal suo primo approdo all’ombra della Ghirlandina.

«Mi auguro che le persone a te più strette ti stiano vicine e ti aiutino a capire che tipo di persona vuoi diventare per il bene tuo e perché un giorno tu possa essere orgoglioso di essere un buon padre e soprattutto tu sia l'orgoglio di tuo figlio», oppure «bene ha fatto la Dhl a sospenderlo, perché ora tocca a lui, tocca a te, Earvin, guadagnarti il nostro rispetto e l’affetto della tua famiglia gialloblù» si legge in internet.

Il concetto di “famiglia gialloblù” ricorre spesso nei commenti, in una sorta di unione tra tutti i tifosi del Modena Volley per cercare di riportare sulla retta via lo schiacciatore transalpino. Una “famiglia gialloblù” che consiglia al giocatore francese, inoltre, di affidarsi in questo momento solamente alle persone che possano aiutarlo veramente, cercando di evitare figure che possano portarlo fuori strada. Altri commenti sono più duri, come quello che dice che «uno che dovrebbe rappresentare Modena, lo sport, la correttezza ed essere esempio per i ragazzini andrebbe espulso dalla squadra per sempre», oppure «solidarietà ai tifosi e alla società che hanno creduto e investito su un sogno che da oggi avrà un significato diverso».

Francesco Cottafava

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