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Ammazzata di botte, rapinatori assassini

Ammazzata di botte, rapinatori assassini

Castelfranco. È morta l’84enne di Renazzo. Constantin Grumeza e Leonard Veissel ora sono accusati anche di omicidio

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CASTELFRANCO. Cinque giorni ha resistito dopo esser stata massacrata in casa sua, a Renazzo, in via Lunga. Picchiata a morte da due ragazzi che lei aveva sorpreso, venerdì mattina scorso, in casa a rovistare tra i suoi ori e i suoi soldi. Dopo cinque giorni, la notte scorsa Cloe Govoni, 84 anni è morta all’ospedale di Cona dove si trovava nel reparto di rianimazione: i sanitari avevano tentato di tutto, ma le sue condizioni erano state subito definite disperate per le gravissime ferite alla testa in seguito al pestaggio con calci e pugni da parte dei due ragazzi. E nemmeno i due interventi chirurgici eseguiti dai sanitari di Cona per attenuare quelle lesioni e la gravissima emorragia cerebrale sono serviti a tenerla in vita. E allora adesso, per la morte di Cloe Govoni, scatta il reato di omicidio volontario aggravato: roba da ergastolo per Constantin Grumeza, 22 anni, e Leonard Veissel, 26 che hanno ucciso e tentato di uccidere (l’altro reato che rimane per l’aggressione a Maria Humeniuc, 53 anni, la nuora della signora Cloe presente con lei in casa quel giorno) per 90 euro in contanti e un po’ di oro e preziosi che aveva rivenduto per 1000 euro.

I due ragazzi sono ora in carcere con l’accusa di omicidio, tentato omicidio e rapina aggravata, reati contestati dal pm Filippo di Benedetto che ora ordinerà l’autopsia sulla anziana morta (si debbono accertare le esatte cause del decesso) per poi chiudere il caso e far processare i due ragazzi.

Visto che entrambi hanno confessato di aver aggredito le due donne, giustificandosi così (se anche umanamente è possibile farlo): «Non volevamo commettere tutto questo, abbiamo perso la testa davanti a quel sangue, ci dispiace». Questo avevano detto durante l'interrogatorio davanti al gip Silvia Marini e allo stesso pm Di Benedetto, confessando il furto di soldi e gioielli, trafugati in casa e che i carabinieri hanno ritrovato, rivenduti a un Compro Oro nel Bolognese, vendita che avrebbe fruttato poco più di mille euro e che adesso potrebbe mettere nei guai il compratore per la irregolarità nelle modalità d’acquisto.

Sul versante del bollettino medico, migliorano le condizioni di Maria Humeniuc, 53 anni, la nuora. La donna, ricoverata all'ospedale Maggiore di Bologna, è fuori pericolo, presto sarà ascoltata e la sua testimonianza sarà decisiva per ricostruire quanto avvenuto in casa e le responsabilità. Era stata proprio lei, nonostante le ferite, a dare l'allarme con il cellulare dopo che i malviventi se ne erano andati. Poi, grazie alle testimonianza e al fiuto dei carabineri, i due ragazzi erano stati catturati e arrestati a poche ore l’uno dall’altro, a Castelfranco e Crespellano: a incastrarli l’auto che usavano, un’Audi A6 (bianca, gialla e nera e con targa tedesca) fermata dai carabinieri giorni prima (e gli occupanti identificati) e vista più volte nei pressi della casa a Renazzo per un sopralluogo, del tutto sbagliato, visto ciò che è successo: un errore che potrebbe costare l’ergastolo.

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