L’ultimo saluto a Mattia con la musica di Vasco
Formigine. In settecento alla sala polivalente di Magreta tra ricordi e lacrime Don Remo: «Col suo sorriso aiutava tutti. Una grave perdita per la comunità»
FORMIGINE. «Riderai ancora con noi». La speranza combatte il dolore nell’ultimo saluto terreno a Mattia Morandi, ventidue anni, scomparso sabato sera in un incidente stradale.
Circa settecento persone lo abbracciano fuori e nella sala don Luigi della “sua” Magreta. Due palloncini blu ricordano la sua età. Alcuni amici conducono la salma sulle note di “Un senso” di Vasco Rossi. Don Remo Pinelli lo accoglie con un “arrivederci”.
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«Ciò che rimane di noi è il bene fatto - spiega il parroco della frazione - l’affetto seminato nella vita terrena». Don Remo abbraccia la famiglia, che ha scelto le letture. “Non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno”, si legge dall’Apocalisse. La voce trema per l’emozione. «Non è un sogno - sottolinea il parroco nell’omelia - ma la Gerusalemme celeste, la meta del nostro cammino. Una realtà che già Mattia ha conosciuto. Siamo fatti per l’immortalità. La morte non è l’ultima parola, ma la penultima. È un confine tra due vite. I martiri non hanno sacrificato la vita per un morte, ma per un vivente». Il vivente è Gesù.
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«Il dolore è tanto, la prova troppo forte - ricorda don Remo - ma Gesù e Maria ci sono sempre vicini. Hanno provato in prima persona il dolore e riescono a trasmettere la speranza». Il sacerdote ricorda alcune qualità di Mattia: carattere gioioso, capacità di donare un sorriso, altruismo: «Con gli scout aiutava il prossimo, anche chi non conosceva». Faceva parte anche dell’associazione Hewo, a cui la famiglia ha dedicato la metà delle offerte. Un altro talento è la scrittura. «Ci ha lasciato racconti molto belli - tributa don Remo - raccolti in un libro e scritti alle elementari. Mattia è attaccato alla famiglia, agli amici, alla natura. Sono cose semplici, ma alla fine sono le più importanti». «Ci dava ogni sera la ragione di ridere - riconosce un amico - alcune storie le terremo nelle prossime serate in cui riderai con noi». Brani e musica a lui cara s’alternano dopo la funzione. «Ci hai sempre travolto con la tua carica e la tua voglia di fare», esordisce un amico. In sottofondo “Wish you were here” (“Vorrei che tu fossi qui”) dei Pink Floyd. «Rimarrai sempre un segno indelebile nella nostra vita», prosegue il giovane. Le note cambiano. Ecco “Born to run” (“Nato per correre”) di Bruce Springsteen. «Ci facevi ridere all’università - aggiunge una ragazza - non mi capacito di come si possa perdere la vita a ventidue anni. Ti volevo bene per la persona che eri». «Condividevamo il viaggio per andare all’università - conclude un’altra giovane - eravamo noi due e ci siamo detti tante cose, belle e brutte. Ora per me ogni viaggio sarà una sofferenza, ma ci proverò. Mi hai portato tante volte il sorriso».
Gabriele Farina
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