«Noi costituiti parte civile prima di tutti»
Il Comune di San Felice e l’Unione Comuni Area Nord rassicurano: «Lo avevamo già fatto e lo faremo»
Il Comune di San Felice «si è già costituito parte civile» al processo Aemilia. Lo afferma il sindaco e presidente dell’Unione Comuni Area Nord. Alberto Silvestri. Il sindaco riepiloga l'iter, sostenendo che l’essersi costituiti ad un processo a Modena per reati minori sul tema amianto, poi accorpato, significa che il Comune si è costituito al processo Aemilia in corso a Bologna.
Con la delibera di giunta 121 del 7 agosto 2014, il Comune di San Felice, segnala il sindaco, ha deciso di costituirsi parte civile nel procedimento penale notificato il 2 gennaio 2014 dalla Procura di Modena (era il processo per le contravvenzioni sulla gestione dell’amianto, prima che emergessero le intercettazioni e i legami della ditta Bianchini con esponenti ’ndranghetisti. Con successiva determina, la 385 dell’11 agosto 2014, «è stato affidato incarico legale all’avvocato Roberto Mariani nel procedimento penale (quello di Modena) «per ottenere il ristoro di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali conseguenti ai reati contestati», continua l’amministrazione aggiungendo che «il procedimento presso la Procura di Modena è confluito nel procedimento di Bologna cosiddetto Aemilia».
Quindi, secondo il Comune che da due giorni cerca di scrollarsi di dosso le contestazioni Silvestri considera «infondate e pretestuose» le «accuse di disinteresse rivolte» all’Unione dei Comuni.
Completa il sindaco, accusando gli altri di non conoscere le norme: «la delibera approvata dalla giunta nel febbraio 2015 ha sancito l’impegno dell’Unione a “seguire con attenzione l’evolversi delle indagini e della vicenda giudiziaria, con riserva di adottare gli atti necessari alla piena tutela degli interessi dell’ente, al momento in cui dovessero concretizzarsi i relativi presupposti di legge». Quando quindi l’autorità giudiziaria dovrà decidere quali imputati rinviare a giudizio, dando vita al vero e proprio processo col relativo dibattimento, «l’unione compirà i suoi passi per tutelare adeguatamente gli interessi delle comunità e dei territori». Quindi, pare di capire si costituirà o ri-costituirà parte civile. Il medesimo percorso sarà seguito, «anche dai singoli Comuni interessati».
Di fronte a questa verità - conclude Silvestri - «il resto sono soltanto chiacchiere e polemiche fini a se stesse, fatte da chi dimostra di non conoscere, o finge di non conoscere, le regole ed i meccanismi che disciplinano queste complesse vicende processuali».
Insomma, nell’ordinanza del Gip che ammette le parti civili al processo Aemilia San Felice e gli altri Comuni non ci sono. Però si può stare tranquilli, San Felice c’era già - per interposto processo - e gli altri... ci saranno.
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